Il federale è un film del 1961 diretto da Luciano Salce con protagonista Ugo Tognazzi. Arcovazzi, fascista della milizia , deve arresta...


Il federale è un film del 1961 diretto da Luciano Salce con protagonista Ugo Tognazzi.

Arcovazzi, fascista della milizia, deve arrestare un noto filosofo da sempre oppositore del regime, il professor Bonafè: il film racconta in chiave satirica il rapporto tra i due personaggi, l'odissea che compiono attraverso l'Italia occupata del 1944 per giungere a Roma e l'amicizia che si stabilisce tra loro nonostante le differenze ideologiche.

A Roma Arcovazzi sfila con la divisa di federale ma la città è stata liberata dagli alleati e la popolazione, dopo tanto malcontento, si sfoga aggredendolo. È il buon professor Bonafè a salvarlo.  il-federale

In alta montagna nessuno è quello che sembra e ognuno ha un segreto da nascondere e/o un peccato da scontare. Un flash introduttivo semin...

In alta montagna nessuno è quello che sembra e ognuno ha un segreto da nascondere e/o un peccato da scontare.

Un flash introduttivo semina inquietudine, anche perché tutto si svolge in una cupa concitazione notturna: vent’anni prima lo stesso luogo è stato teatro di dolorosi traffici umani provenienti dalla Bosnia.

Da una parte l’outsider, la zoologa Ksenia Rappoport (apparentemente) sulle tracce dell’orso, dall’altra i montanari rudi e rozzi (Adriano Giannini, Emir Kusturica “la bestia”) che ruotano attorno alla centrale. Ognuno fa e cerca altro.

È un thriller noir. Costruzione suggestiva, di atmosfera; fiato sospeso sui personaggi, tutti sfuggenti, le cui vere identità si annidano minacciose nell’ombra. Ma il bravo Claudio Noce di Good morning Aman non crede fino in fondo nella forza del racconto “di genere” disseminandolo di ammiccamenti metaforici. Comunque un bel film, da raccomandare.

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Super Size Me è un film documentario del 2004 diretto ed interpretato da Morgan Spurlock. Il film è stato candidato nel 2005 per l'O...


Super Size Me è un film documentario del 2004 diretto ed interpretato da Morgan Spurlock. Il film è stato candidato nel 2005 per l'Oscar al miglior documentario.

Super Size Me è una ricerca stilistica e visiva eccellente per un documentario educativo che diventa manifesto della cinica società americana.

La pellicola segue un esperimento portato avanti dal regista: per un mese (30 giorni) ha mangiato solamente cibo della nota catena mondiale di fast food McDonald's, tre volte al giorno (colazione, pranzo e cena), ogni giorno - interrompendo contemporaneamente ogni attività fisica - e documentando tutti i cambiamenti fisici e psicologici avvenuti. Oltre a questo, Spurlock esplora l'enorme potere della catena sull'industria dei fast food e come questa incoraggi un'alimentazione povera per massimizzare il proprio profitto andando a visitare diverse scuole per vedere cosa danno da mangiare nelle mense scolastiche.

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Un boss in salotto è un film commedia del 2014 scritto e diretto da Luca Miniero, con protagonisti Paola Cortellesi, Rocco Papaleo e Luca Ar...

Un boss in salotto è un film commedia del 2014 scritto e diretto da Luca Miniero, con protagonisti Paola Cortellesi, Rocco Papaleo e Luca Argentero.

Dalle parti di Bolzano, in un cottage eco compatibile, vive una famiglia quasi perfetta comandata a bacchetta da una madre stentorea e volitiva che la mattina incita i figli Vittorio e Fortuna a dare il meglio di sé e fare il meglio per sé, dopo aver corroborato il marito con la quotidiana dose di fiducia affinché ottenga il posto di direttore di marketing nella ditta edile che domina la città e i suoi abitanti, impiegati e sudditi.

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Nessuno mi può giudicare è un film del 2011 diretto da Massimiliano Bruno, con Raoul Bova e Paola Cortellesi. Ha vinto a sorpresa il Nastr...

Nessuno mi può giudicare è un film del 2011 diretto da Massimiliano Bruno, con Raoul Bova e Paola Cortellesi.

Ha vinto a sorpresa il Nastro d'argento alla migliore commedia battendo i due campioni d'incasso stagionali Benvenuti al Sud e Che Bella Giornata.

Tra gli altri attori vi sono Rocco Papaleo, Anna Foglietta, Caterina Guzzanti, Massimiliano Bruno e Giovanni Bruno nella sua prima apparizione cinematografica.

Il regista interpreta una piccola parte all'inizio del film, recita nel ruolo di Graziani, collaboratore di Pietro, che insieme alla moglie fa le condoglianze a Alice/Paola Cortellesi.

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Tratto dal soggetto di Quentin Tarantino, il quale ha poi polemizzato, per via dell'arbitraria sceneggiatura, con Stone . Due giovani,...

Tratto dal soggetto di Quentin Tarantino, il quale ha poi polemizzato, per via dell'arbitraria sceneggiatura, con Stone.

Due giovani, un ragazzo e una ragazza, seminano il panico e la morte. Sono serial killer senza scrupoli e senza una vera e propria ragione. Imprigionati dopo il 54° omicidio, diventano divi della televisione e riusciranno a fuggire.

Divertente la parodia della situation commedy per mostrare l'infanzia della protagonista e l'incontro tra i due futuri assassini. Il regista dice di essersi ispirato ad Arancia Meccanica per la scelta grottesca ma il debito maggiore lo ha con Cuore Selvaggo di Lynch. Ciò detto, il film è comunque il migliore che Stone abbia fatto da anni perché smuove lo spettatore, alimenta la discussione, cerca strade nuove passando da altre già segnate.

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Sceglie l'iperrealismo rispetto a film dello stesso genere come Henry - Pioggia di sangue e Il cameraman e l'assassino. Fa una denuncia, forse un tantino retorica, nei confronti dei mass-media. Incarna la violenza spettacolo per far sì che il serpente si morda la coda.

Mischia fumetti a formati di pellicola diversi in maniera suggestiva. Fa dei chiari riferimenti alla cronaca attuale senza fare del documentarismo. Per contro, necessita di una grande maturità da parte dello spettatore. Soprattutto perché nello spettacolo caleidoscopico, che scorre come sulle montagne russe, non c'è il tempo per i più giovani di prendere le distanze dai protagonisti.

La musica è quanto mai varia, spaziando dalle atmosfere di Peter Gabriel al rock di Patti Smith, a Puccini (come già aveva fatto Kubrick), fino alla voce demoniaca di Diamanda Galas.

In un piccolo bar lungo la route 66, Mickey e Mallory Knox stanno facendo colazione quando vengono importunati da alcuni cacciatori bifolchi. Basta poco per suscitare una reazione spropositata, sadica e sanguinaria, non priva di una componente di humor nero (ad esempio Mallory per decidere se uccidere una cameriera o un cliente fa la conta con una filastrocca).

I due spietati assassini abbandonano il locale, lasciando in vita solo un uomo affinché possa raccontare che "sono stati Mickey e Mallory". Nella fuga che segue, e che si intuisce essere solo l'ultima di una lunga serie, si inserisce un flashback sull'inizio della loro storia d'amore e su come sia scaturita la loro insaziabile sete di morte e di violenza. Mallory veniva violentata dal padre, praticamente sotto gli occhi della madre incapace di reagire. Mickey, anche egli con un passato difficile (ha assistito al suicidio del padre quando era piccolo), andò in soccorso a Mallory aiutandola a uccidere i genitori e suggellando così il loro amore e la loro vocazione di assassini.

Intanto, nel corso della loro fuga, Mickey e Mallory si fermano in un motel di una piccola cittadina. Mickey stupra una ragazza presa in ostaggio e Mallory, per ripicca, si concede a un benzinaio che poi uccide.

Sulla scia ininterrotta di delitti si precipita il detective Jack Scagnetti motivatissimo a catturare i due assassini che, comprendendo di essere braccati, si sono ora diretti verso il deserto.

Qui la coppia, sotto effetto di allucinogeni, trova asilo presso un indiano del luogo, una persona circondata da un'aura misteriosa e quasi magica: sembrerebbe essere il loro angelo custode, la persona che ha il compito di redimerli dalle tremende azioni che stanno compiendo. Mickey però, durante la notte, viene colto da incubi e lo uccide per errore. Mallory allora, forse per la prima volta, si ribella di fronte a un omicidio e accusa il suo compagno di "essere un assassino senza cuore". I due, in rotta, confusi e in una fuga sempre più disperata, vengono entrambi morsi da svariati serpenti a sonagli. Mentre sono in auto alla ricerca di antidoti, passano proprio davanti al motel dove Scagnetti si è fermato in compagnia di una prostituta, che strangola senza ragione rivelandosi perverso e squilibrato come il duo di assassini che cerca. La ricerca di un antidoto è loro fatale in quanto, giunti in una farmacia, sono riconosciuti e, dopo un lungo scontro a fuoco (cui partecipa anche Scagnetti), catturati.

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A osservare da vicino tutta la storia dei due assassini innamorati, oltre alla polizia, c'è anche Wayne Gale, un vispo giornalista che conduce una rubrica televisiva intitolata American Maniacs e incentrata sui crimini degli assassini più spietati degli Stati Uniti. Wayne Gale, tramite i suoi servizi giornalistici, rende Mickey e Mallory delle vere star con tanto di fans ragazzini.

Quando, un anno dopo l'arresto, Jack Scagnetti va a visitare la coppia al penitenziario di Batonga, apprende dal rude direttore Dwight McClusky che Mickey e Mallory non sono cambiati per niente, anzi, il loro silenzio sembra li stia preparando al "gran finale" che da tanto architettano. McClusky e Scagnetti si fanno una lunga chiacchierata durante il tragitto lungo la prigione fino alla cella di Mallory. Il direttore non ha il minimo scrupolo nell'umiliare e punire duramente i detenuti alla minima infrazione. Jack gli racconta che da bambino ha assistito alla morte della madre (è stata una delle vittime di Charles Whitman) e che per questa ragione è diventato un detective specializzato in psicopatici (inoltre tali circostanze lo rendono più simile a Mickey e Mallory: anche lui cela una natura diabolica e sadica, attribuibile alla violenza cui ha assistito nell'infanzia).

Arrivati alla cella Mallory canta e dapprima sembra ignorare il direttore e il detective. Ma quando quest'ultimo si affaccia all'oblò sulla porta, la pluriassassina vi si scaglia immediatamente contro, sbattendo violentemente la testa e svenendo. Il giornalista Wayne Gale ottiene il permesso da McClusky di poter intervistare Mickey, proprio qualche ora prima che sia lobotomizzato. Durante l'intervista, Mickey spiega che è la natura che porta l'uomo a uccidere, perché l'uomo non è altro che un animale e, come tutti gli animali, ha il compito di uccidere gli altri. Wayne è costretto a bloccare l'intervista a causa di una rivolta dei carcerati della stessa prigione che hanno ascoltato ogni singola parola di Mickey all'insaputa di McClusky poiché Wayne ha mandato in onda l'intervista senza avvertire nessuno. Dopo che McClusky lascia la stanza Mickey distrae i poliziotti raccontando loro una barzelletta demenziale e, dopo aver loro abilmente sottratto un fucile a pompa, ne elimina la maggior parte, risparmiando la troupe televisiva che continua le riprese.

Mickey ora ha l'obiettivo di raggiungere Mallory, segregata in un altro piano. Mentre la rivolta ha inizio, Mallory riceve la visita di Jack Scagnetti che lascia fuori la scorta e rimane solo con lei invitandola a pensare all'ultima volta che ha fatto del sesso con Mickey, perché tra qualche ora il suo amante sarà ridotto a un vegetale (dopo l'intervista hanno intenzione di lobotomizzarli entrambi). Mallory sembra indifferente a tutto ma rivela a Jack di non pensare ad altro che al sesso. Quindi, dopo averlo sedotto lo aggredisce selvaggiamente, ma i poliziotti irrompono e la bloccano. Jack inizia a spruzzarle addosso dello spray al peperoncino. Dopo un lungo e sanguinario percorso attraverso i corridoi infestati dai detenuti impazziti, Mickey arriva alla cella di Mallory. Qui ha luogo lo scontro tra Scagnetti e Mickey e la morte del detective per mano di Mallory. Segue una lunga ed estenuante lotta tra i poliziotti e i carcerati al termine della quale Mickey e Mallory riescono a evadere dal penitenziario grazie a un detenuto che li guida, prendendo come ostaggio un poliziotto e anche Wayne Gale, che continua a trasmettere tutto in diretta Tv. McClusky viene ucciso dai carcerati che aveva sempre vessato e trattato come bestie.

Giunti in un grande spiazzo aperto, lontano dai poliziotti, Wayne racconta che Mallory ha ucciso il poliziotto che avevano preso in ostaggio e gettato il suo corpo per strada. Del detenuto misterioso che ha aiutato i due assassini non c'è più traccia. Wayne fa alcune domande alla coppia riguardo al loro futuro da liberi. Dopo aver spiegato i loro progetti, Mickey decide di uccidere Wayne. L'uomo lo supplica di non premere il grilletto e di risparmiarlo ma Mickey, sempre sotto lo sguardo delle telecamere, non desiste dal suo intento e addirittura lo convince lasciandolo senza motivazioni per controbattere (normalmente lui e Mallory lasciano sempre una persona viva per raccontare le loro gesta, ma in questo caso c'è la telecamera) e lo uccide non prima di aver spiegato che "È come Frankenstein che uccide il dottor Frankenstein". La frase serve a esplicitare il concetto alla base del film[senza fonte]: la violenza è figlia dei mass media, che la glorificano e l'osannano per ottenere ascolti e lucro. Mentre i due si allontanano, la telecamera si spegne e si vede una carrellata di fatti di cronanaca nera in tv (compresi il processo a O.J. Simpson e l'intervista a Rodney King).

Sulle note di The Future di Leonard Cohen, Mickey e Mallory viaggiano per un'autostrada statunitense a bordo di un camper, con i loro bambini, segno che hanno cambiato vita.

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Interpreti e personaggi.

    Woody Harrelson: Mickey Knox
    Juliette Lewis: Mallory Knox
    Robert Downey Jr.: Wayne Gale
    Tommy Lee Jones: guardiano Dwight McClusky
    Tom Sizemore: detective Jack Scagnetti
    Rodney Dangerfield: Ed Wilson, padre di Mallory
    Ed White: cowboy
    Richard Lineback: Sonny
    Lanny Flaherty: Earl
    Edie McClurg: madre di Mallory
    Sean Ali Stone: Kevin
    Russell Means: vecchio indiano
    Arliss Howard: Owen
    Steven Wright: dottor Emil Reingold
    Dale Dye: Dale Wrigley
    Edward Conna: Gerald Nash
    O-Lan Jones: Mabel
    Lorraine Farris: Mignolo, la prostituta
    Everett Quinton: Wurlitzer
    Pruitt Taylor Vince: Kavanaugh
    Joe Grifasi: Homolka
    Robert Swan: vicesceriffo Napalatoni
    Louis Lombardi: Sparky
    Balthazar Getty: Inserviente al distributore di benzina
    Glen Chin: Farmacista
    Mark Harmon: Mickey (vers. televisiva)
    Corinna Everson: Mallory (vers. televisiva)
    Kirk Baltz: Roger
    Phil Neilson: padre di Mickey
    Sally Jackson: madre di Mickey
    Brian Barker: Mickey da giovane
    Corinna Laszlo: Emily, la ragazza in ostaggio
    Evan Handler: David
    Maria Pitillo: Deborah
    Jared Harris: ragazzo londinese
    Paul Dillon: detenuto che guarda Mickey in tv
    Marshall Bell: un secondino
    Don Murphy: un secondino
    Adrien Brody: membro della troupe di Wayne

Assassini

Doppiatori italiani.

    Roberto Pedicini: Mickey Knox
    Laura Boccanera: Mallory Knox
    Loris Loddi: Wayne Gale
    Renzo Stacchi: guardiano Dwight McClusky
    Massimo Corvo: detective Jack Scagnetti
    Sergio Fiorentini: Ed Wilson, padre di Mallory
    Vittorio Battarra: Sonny
    Gianni Musy: Earl
    Paila Pavese: Madre di Mallory
    Luca Dal Fabbro: Owen
    Michele Kalamera: Dale Wrigley
    Corrado Conforti: Gerald Nash
    Silvia Pepitoni: Mabel
    Stella Musy: Mignolo, la prostituta
    Oliviero Dinelli: Wurlitzer
    Enzo Avolio: Kanaugh
    Goffredo Matassi: vicesceriffo Napalatoni
    Fabrizio Vidale: Sparky
    Francesco Meoni: Farmacista
    Francesco Prando: Mickey (vers. televisiva)
    Laura Boccanera: Mallory (vers. televisiva)
    Christian Iansante: Roger

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L'ora del lupo (Vargtimmen) è un film del 1968 diretto da Ingmar Bergman.

L'ora del lupo nasce da un manoscritto a cui Bergman ha lavorato per diverso tempo, intitolato I mangiatori d'uomini, titolo riferito alle persone che il protagonista Johan vede nella sua mente e che, metaforicamente, lo stanno divorando.

L'ora del lupo, come spiega lo stesso Johan, è quell'ora tra la notte e l'alba in cui tanta gente muore e nasce, in cui il sonno è più profondo e gli incubi più vividi. Infatti le immagini del film sono particolarmente crude e violente, in un bianco e nero a volte bruciato per esaltare l'ambiguità.

Johan non riesce a vivere nel mondo reale, ma non può neanche rifugiarsi nel suo mondo immaginario perché questo è popolato di inquietanti presenze, che lo feriscono e lo "divorano".

l'ora del lupo

Film sulle esperienze di pre-morte, basato su un'esperienza realmente vissuta nel 1975. Un film incredibile, bellissimo: “Oltre la vit...

Film sulle esperienze di pre-morte, basato su un'esperienza realmente vissuta nel 1975.

Un film incredibile, bellissimo: “Oltre la vita”. È un po' vecchio, ma induce alla riflessione, anche perché è un'esperienza vissuta realmente nel 1975. A tratti il film è denso di contenuti spirituali che interrogano, coinvolgono il vissuto personale.

Un giovane "ribelle senza causa" è vittima di uno strano incidente. Viene colpito da un lampo di luce che lo lascia clinicamente morto per circa un'ora. Il medico che lo visita dopo il "colpo di fulmine" (letterale, questa volta), sta già ordinando l'autopsia quando il protagonista si riprende. Sentendosi miracolato, ripensa a tutta la sua vita e cerca di cambiare.

oltre la vita

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