Sir Philip Anthony Hopkins (Port Talbot, 31 dicembre 1937) è un attore britannico. Attore completo con studi di teatro classico (cresciuto...

Sir Philip Anthony Hopkins (Port Talbot, 31 dicembre 1937) è un attore britannico.

Attore completo con studi di teatro classico (cresciuto al Cardiff College of Drama e al National Theatre di Laurence Olivier) dopo una lunga gavetta televisiva negli anni settanta, partecipa sul grande schermo a diverse trasposizioni di opere classiche, ma ottiene la fama mondiale (e relativo Premio Oscar al migliore attore protagonista) con l'inquietante e magistrale interpretazione di Hannibal Lecter, lo psichiatra cannibale nel film Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme. Ha ricevuto altre tre candidature all'Oscar, rispettivamente per Quel che resta del giorno, Gli intrighi del potere e Amistad.

"L'espressione calma, l'aspetto distinto e la voce pacata sono tratti caratteristici che rendono ancora più spaventosi i suoi improvvisi scoppi d'ira o di violenza". Raggiunta la notorietà internazionale nel ruolo di Lecter, Hopkins parteciperà anche alle successive pellicole Hannibal (2001) e Red Dragon (2002), tratti dagli omonimi romanzi dello scrittore statunitense Thomas Harris.
AnthonyHopkins

La ribalta ottenuta al National Theatre si concretizzò nella sostituzione ufficiale di Sir Laurence in Danza di morte di Strindberg. Il suo debutto cinematografico nel 1967 fu nel ruolo di Riccardo Cuor di Leone nel film Il leone d'inverno a fianco di Peter O'Toole e Katharine Hepburn. Il successo fu eclatante, il film vinse anche due Oscar. Iniziò un periodo particolarmente brillante: recitò in numerosi film, sia al cinema che in tv, senza abbandonare il teatro. Nel 1974, quando gli fu proposto di recitare a Broadway, la sua vita conobbe un'ulteriore importante svolta. Dal 1987 lavora incessantemente dividendo il suo tempo tra gli USA e l'Inghilterra, in produzioni cinematografiche, teatrali e televisive.

Nel 1991 raggiunge l'apice del successo, con il ruolo di Hannibal Lecter, lo psichiatra assassino, nel film Il silenzio degli innocenti, grazie al quale vinse il premio Oscar come miglior attore nel 1992.

Nel film recita appena sedici minuti, sicuramente una delle più brevi recitazioni ad aver meritato la prestigiosa statuetta. Nello stesso 1992, Hopkins interpreta il professor Abraham Van Helsing nel film Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola. Dopo il grande successo internazionale e la vittoria dell'Oscar, Hopkins tornò a vestire i panni dello psichiatra cannibale in due occasioni, in Hannibal (2001) sequel de Il silenzio degli innocenti e nel suo prequel Red Dragon (2002).

Venne nominato nuovamente al premio Oscar grazie alla sua interpretazione nel film Quel che resta del giorno accanto a Emma Thompson; l'anno successivo è il padre di Brad Pitt in Vento di passioni e poi il presidente Richard Nixon ne Gli intrighi del potere di Oliver Stone, ruolo che gli vale la terza candidatura all'Oscar. In seguito veste i panni del pittore Pablo Picasso in Surviving Picasso. Tra le altre significative interpretazioni vi sono John Quincy Adams in Amistad (1997) di Steven Spielberg (quarta candidatura all'Oscar), Diego De La Vega ne La maschera di Zorro (1998) e William Parrish in Vi presento Joe Black (1998), dove torna a lavorare con Brad Pitt.

Negli anni duemila continua a impressionare il pubblico: partecipa in ruoli secondari ai film Mission Impossible II (2000) al fianco di Tom Cruise, Alexander (2004) con Colin Farrell e Angelina Jolie, Tutti gli uomini del re (2007) insieme a Jude Law e Sean Penn, mentre recita da protagonista in Indian - La grande sfida (2005), Il caso Thomas Crawford (2007) in un memorabile duetto con Ryan Gosling,

Quella sera dorata (2009); nel 2007 scrive dirige e interpreta Slipstream - Nella mente oscura di H.. Da segnalare anche Il rito e Thor (2011) di Kenneth Branagh. Nel 2012 ha interpretato Alfred Hitchcock nel film biografico Hitchcock, mentre l'anno dopo recita in Red 2 e riprende il ruolo di Odino in Thor: The Dark World. Ma l'attore ha una dote che pochi conoscono, quella di valente musicista. Ha scritto, infatti, un valzer "The Valzer Must go on" che è stato eseguito da André Rieu e la sua Johan Strauss Orchestra. Su You Tube ci sono due video in cui il maestro olandese esegue, alla presenza dell'attore questo valzer meraviglioso.

Filmografia.

Il bus bianco, regia di Lindsay Anderson (1967)
Il leone d'inverno (The Lion in Winter), regia di Anthony Harvey (1968)
Lo specchio delle spie (The Looking Glass War), regia di Frank Pierson (1969)
Amleto (Hamlet), regia di Tony Richardson (1969)
Ora zero: operazione oro (When Eight Bells Toll), regia di Etienne Périer (1971)
Gli anni dell'avventura (Young Winston), regia di Richard Attenborough (1972)
Casa di bambola (A Doll's House), regia di Patrick Garland (1973)
The Girl from Petrovka, regia di Robert Ellis Miller (1974)
Juggernaut, regia di Richard Lester (1974)
Audrey Rose, regia di Robert Wise (1977)
Quell'ultimo ponte (A Bridge Too Far), regia di Richard Attenborough (1977)
Una corsa sul prato (International Velvet), regia di Bryan Forbes (1978)
The Elephant Man, regia di David Lynch (1980)
In amore si cambia (A Change of Season), regia di Richard Lang (1980)
Il Bounty (The Bounty), regia di Roger Donaldson (1984)
The Good Father - Amore e rabbia (The Good Father), regia di Mike Newell (1985)
84 Charing Cross Road, regia di David Hugh Jones (1987)
L'irlandese (The Dawning), regia di Robert Knights (1988)
L'opera del seduttore (A Chorus of Disapproval), regia di Michael Winner (1988)
Ore disperate (Desperate Hours), regia di Michael Cimino (1990)
Il silenzio degli innocenti (The Silence of the Lambs), regia di Jonathan Demme (1991)
Freejack - In fuga nel futuro (Freejack), regia di Geoff Murphy (1992)
Spotswood, regia di Mark Joffe (1992)
Casa Howard (Howards End), regia di James Ivory (1992)
Dracula di Bram Stoker (Bram Stoker's Dracula), regia di Francis Ford Coppola (1992)
Charlot (Chaplin), regia di Richard Attenborough (1992)
The Trial, regia di David Hugh Jones (1993)
The Innocent, regia di John Schlesinger (1993)
Quel che resta del giorno (The Remains of the Day), regia di James Ivory (1993)
Viaggio in Inghilterra (Shadowlands), regia di Richard Attenborough (1993)
Morti di salute (The Road to Wellville), regia di Alan Parker (1994)
Vento di passioni (Legends of the Fall), regia di Edward Zwick (1994)
Gli intrighi del potere - Nixon (Nixon), regia di Oliver Stone (1995)
August, di Anthony Hopkins (1996)
Surviving Picasso, regia di James Ivory (1996)
L'urlo dell'odio (The Edge), regia di Lee Tamahori (1997)
Amistad, regia di Steven Spielberg (1997)
Spice Girls - Il film (Spice World), regia di Bob Spiers (1997) - cameo non accreditato
La maschera di Zorro, (The Mask of Zorro), regia di Martin Campbell (1998)
Vi presento Joe Black (Meet Joe Black), regia di Martin Brest (1998)
Instinct - Istinto primordiale (Instinct), regia di Jon Turteltaub (1999)
Titus, regia di Julie Taymor (1999)
Mission: Impossible II, regia di John Woo (2000)
Hannibal, regia di Ridley Scott (2001)
Cuori in Atlantide (Hearts in Atlantis), regia di Scott Hicks (2001)
Bad Company - Protocollo Praga (Bad Company), regia di Joel Schumacher (2002)

Vedi anche: Bad Company - Protocollo Praga è un actioin-move di bassa lega, ma Hopkins riesce anche in questa impresa.


Red Dragon, regia di Brett Ratner (2002)
La macchia umana (The Human Stain), regia di Robert Benton (2003)
Alexander, regia di Oliver Stone (2004)
Proof - La prova (Proof), regia di John Madden (2005)
Indian - La grande sfida (The World's Fastest Indian), regia di Roger Donaldson (2005)
Bobby, regia di Emilio Estevez (2006)
Tutti gli uomini del re (All the King's Men), regia di Steven Zaillian (2006)
Shortcut to Happiness, regia di Alec Baldwin (2007)
Il caso Thomas Crawford (Fracture), regia di Gregory Hoblit (2007)
Slipstream - Nella mente oscura di H. (Slipstream), regia di Anthony Hopkins (2007)
La leggenda di Beowulf (Beowulf), regia di Robert Zemeckis (2007)
Quella sera dorata (The City of Your Final Destination), regia di James Ivory (2009)
Wolfman (The Wolfman), regia di Joe Johnston (2010)
Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni (You Will Meet a Tall Dark Stranger) regia di Woody Allen (2010)
Bare Knuckles, regia di Eric Etebari (2010) - cameo non accreditato
Il rito (The Rite), regia di Mikael Håfström (2011)
Thor, regia di Kenneth Branagh (2011)
Passioni e desideri (360), regia di Fernando Meirelles (2011)
Hitchcock, regia di Sacha Gervasi (2012)
Red 2, regia di Dean Parisot (2013)
Thor: The Dark World, regia di Alan Taylor (2013)
Noah, regia di Darren Aronofsky (2014)
Kidnapping Mr. Heineken, regia di Daniel Alfredson (2015)
Premonitions (Solace), regia di Afonso Poyart (2015)
Blackway, regia di Daniel Alfredson (2015)
Conspiracy - La cospirazione (Misconduct), regia di Shintaro Shimosawa (2016)
Collide, regia di Eran Creevy (2016)

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Bad Company - Protocollo Praga è un film del 2002 diretto da Joel Schumacher con Anthony Hopkins e Chris Rock. Un ibrido tra una "...

Bad Company - Protocollo Praga è un film del 2002 diretto da Joel Schumacher con Anthony Hopkins e Chris Rock.

Un ibrido tra una "spy story", un "action movie" e una commedia di bassa lega, questo è "Bad Company" ultima fatica di Joel Schumacher ("Tigerland"), un regista che personalmente ho messo sul mio libro nero dopo che ha letteralmente distrutto l'uomo pipistrello con il suo inguardabile "Batman Forever".

Questa volta, nel suo costante viaggio verso un'identità personale, adotta uno stile di ripresa con camera in movimento dall'alto ed un montaggio serrato alla "Tony Scott", ma con un gusto per le luci più "caldo", quasi rassicurante; il risultato è un prodotto che, anche in forza di una trama non certo innovativa, non coinvolge più di tanto.

A dispetto di dialoghi da dimenticare e di un'interpretazione di Hopkins all'insegna del minimalismo, le quasi due ore di film scorrono via senza annoiare, grazie a qualche scena spettacolare, al giusto numero di sparatorie e ad un Chris Rock in versione "mattatore".

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Trama.

L'agente della CIA Kevin Pope (Chris Rock / "Arma Letale 4") è infiltrato a Praga all'interno di un'organizzazione dedita alla vendita di armi provenienti dall'ex-URSS. Il suo compagno, l'agente Oaks (Anthony Hopkins / "Titus"), dovrà spacciarsi per un compratore interessato ad una testata atomica portatile che fa gola a molti terroristi, soprattutto a Dragan Adjanic (Matthew Marsh / "Spy Game") ed alla sua spietata organizzazione. Per impedire la vendita della bomba a quelli che crede essere suoi concorrenti, Dragan organizza un agguato in cui Kevin resta ucciso. A questo punto l'unica possibilità di chiudere l'affare risiede nel fratello gemello di Kevin, Jake (sempre Rock, ovviamente), che dovrebbe prenderne il posto all'insaputa dei terroristi. Facile no? Peccato che Jake non sia un agente della CIA, anzi per dirla tutta è un dj perdigiorno che sbarca il lunario facendo il bagarino, che non ha il minimo senso della misura, ma soprattutto del dovere e che la sua unica "molla" siano i soldi, il tutto senza considerare la sua totale intolleranza per le regole.

La pellicola è stata costruita appositamente sul contrasto tra i due agenti: Rock ed Hopkins e sul loro modo di affrontare la vita; alla sconsiderata irruenza del primo, si contrappone la fredda calma del secondo, il tutto nell'ottica di creare gag più o meno divertenti. La netta divisione tra il periodo di addestramento e quello sul campo, ricalca la dicotomia tra la commedia ed il film d'azione. Questo grande polpettone, dove non manca la bellona di turno, il cattivo di prammatica ed un finale in puro stile USA, alla fine non convince più di tanto, restando uno dei tanti sottoprodotti hollywoodiani che attingono al bacino dello spionaggio (molto in voga in questo periodo).

Un ultima considerazione sui "temibili" terroristi: visto che ormai la cortina è caduta, gli islamici fanno ancora troppa paura per essere portati sullo schermo ed i cinesi è meglio non nominarli, rimangono, come di consueto, i soliti nostalgici esuli del vecchio regime (affetti da stupidità incurabile ed incapacità cronica) che si avvalgono del consueto stereotipo: "ora anche voi americani capirete cosa vuol dire avere dei morti in casa!". Penso di aver sentito questa frase almeno cinque volte nell'ultimo biennio; non si potrebbe trovare qualcosa di nuovo?

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Vedi anche: Anthony Hopkins ha conquistato il mondo intero con le sue straordinarie performances.

Interpreti e personaggi.

Anthony Hopkins: Officer Oakes
Chris Rock: Jake Hayes/Kevin Pope/Michael Turner
Peter Stormare: Adrik Vas
Gabriel Macht: Officer Seale
Kerry Washington: Julie
Brooke Smith: Agente Swanson
Irma P. Hall: Mrs. Banks

Doppiatori italiani.

Dario Penne: Officer Oaks
Fabrizio Vidale: Jake Hayes/Kevin Pope/Michael Turner
Francesco Pannofino: Adrik Vas

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Il segreto dei suoi occhi (El secreto de sus ojos) è un film argentino del 2009 diretto da Juan José Campanella, con Ricardo Darín, Soledad...

Il segreto dei suoi occhi (El secreto de sus ojos) è un film argentino del 2009 diretto da Juan José Campanella, con Ricardo Darín, Soledad Villamiul e Guillermo Francella.

Il film ha vinto l'Oscar come miglior film straniero agli Oscar 2010.

Nel 2010 l'Oscar per il miglior film straniero andò a un thriller argentino tratto dal romanzo La pregunta de sus ojos di Eduardo A. Sacheri; e fu una statuetta meritata per un'opera che sposava bene qualità estetiche e requisiti spettacolari. Riscrittura, più che remake, di quella pellicola, Il segreto dei suoi occhi  (che arriva ora da noi anticipando l'uscita americana) non incorre nei difetti di tanti film derivativi, riciclati a Hollywood solo per sfruttare un buon soggetto altrui.

E' appassionante, raccontato come si deve e in più ha il pregio, raro per il genere, di non mettere in scena l'azione per l'azione: benché non manchino affatto di scene a suspence (tra tutte l'inseguimento dell'assassino allo stadio durante una partita) ben girate, su scontri a fuoco e violenze prevalgono i sentimenti: l'amicizia, gli effetti devastanti della vendetta per l'animo umano oltre, in sottotesto, a una storia d'amore impossibile.

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Trama.

La storia, ambientata in Argentina nel 1999, è raccontata tramite flashback per la scrittura di un romanzo: nel giugno 1974 un agente dei tribunali federali, Benjamín Esposito (Ricardo Darín), inizia ad indagare sull'omicidio di una giovane donna, Lilliana Morales Colotto, brutalmente violentata e uccisa nella sua casa in un sobborgo di Buenos Aires. Suo marito Ricardo Morales (Pablo Rago), rimasto vedovo, è devastato dalla notizia ed Esposito gli promette di trovare l'assassino e di consegnarlo alla giustizia. Viene aiutato dal suo assistente Pablo Sandoval (Guillermo Francella), vittima dell'alcolismo, e dal nuovo cancelliere Irene Menendez-Hastings (Soledad Villamil), donna rigorosa e affascinante. Un collega e rivale di Esposito, Romano, arresta due operai immigrati per l'efferato crimine; ciò fa infuriare Esposito quando scopre che entrambi sono stati torturati per estorcere la falsa confessione. Una rissa tra Esposito e Romano viene impedita a fatica dai presenti.

Presto Esposito trova un indizio guardando alcune vecchie foto della ragazza uccisa, a casa di Morales; in molte delle foto un uomo, poi identificato come Isidoro Gómez, sembra fissare la vittima in maniera sospetta. Esposito indaga e scopre che Gómez vive e lavora a Buenos Aires ma questo fugge prima di poter essere rintracciato.

Dopo che il giudice competente rifiuta di emettere un ordine di perquisizione, Sandoval ed Esposito entrano, illegalmente, nella casa della madre di Gómez a Chivilcoy (la stessa città di origine della vittima). Durante la perquisizione Esposito trova lettere di Gómez alla madre, che Sandoval porta con sé. Tornati nella capitale, la perquisizione illegale provoca problemi con i superiori; inoltre sembra essere stata inutile, visto che i due non riescono a trarre alcun indizio utile dalle lettere. A seguito di questi eventi, l'indagine sull'omicidio della giovane viene chiusa.

Circa un anno dopo Esposito incontra Morales in una stazione ferroviaria e scopre che da un anno egli regolarmente passa il suo tempo libero dopo il lavoro in diverse stazioni ferroviarie della capitale, sperando di trovare Gómez. Commosso dalla determinazione di Morales e dall'amore di questi verso la defunta moglie, Esposito convince Irene a riaprire l'inchiesta. Presto, sebbene ubriaco, Sandoval fa una scoperta fondamentale: grazie ad un suo conoscente del bar riconosce i diversi nomi citati nelle lettere di Gómez come calciatori appartenenti al Racing Club de Avellaneda.

Preso atto che Gómez è fan dei Racing, Esposito e Sandoval si recano a diverse partite, sperando di trovarlo. In una scena memorabile girata allo stadio, Gómez viene individuato tra la folla ma sfrutta il caos seguito ad un gol per tentare la fuga. Dopo un estenuante inseguimento viene finalmente catturato con l'aiuto della polizia quando invade, accidentalmente, il terreno di gioco. In un audace interrogatorio Irene ed Esposito riescono a far confessare Gómez, premendo sul suo orgoglio maschile.

Gómez viene processato e condannato ma solo un mese dopo lo spregiudicato Romano riesce a farlo liberare per indispettire Esposito e lo assolda come guardia del corpo di Isabel Perón. Benjamín e Irene cercano di riottenere giustizia ma l'intervento di Romano rende vano ogni tentativo: a Esposito non rimane che informare Morales che l'assassino di sua moglie, seppure condannato all'ergastolo, rimarrà libero.

Settimane dopo, Sandoval si ubriaca e litiga con un altro cliente del bar che frequenta; Esposito, come già in passato, si prende cura di lui: porta l'amico a casa sua, mentre va in cerca di sua moglie per convincerla a riaccoglierlo in casa. Quando Esposito e la moglie di Sandoval tornano all'appartamento di Esposito la porta è stata forzata e Sandoval viene trovato assassinato a colpi di arma da fuoco nella stanza da letto.

Temendo per la sua incolumità, Esposito è costretto all'esilio, lontano da Irene. Lascia la città grazie ad un trasferimento e soggiorna a Jujuy per dieci anni prima di tornare a Buenos Aires; Gomez è nel frattempo sparito, Romano è stato ucciso durante la dittatura nel 1976 e Irene si è sposata e ha due figli.

Dopo altri quindici anni Esposito va in pensione e inizia a scrivere un romanzo sul caso, confidandosi con la ritrovata Irene. Cercando di dare un senso alla sua vuota esistenza, Esposito va anche a trovare Morales, che si trasferì nel '75 in una casa di campagna, alla periferia di Buenos Aires.

Durante la visita i due uomini discutono degli eventi verificatisi durante e dopo l'inchiesta. Morales presto si innervosisce e caccia Esposito che insiste nel domandargli come sia riuscito a resistere dopo la morte della moglie e dopo l'ingiustizia subita.

Dopo che Esposito rivela di esser determinato a trovare Gómez, se ancora vivo, Morales confessa di aver sequestrato Gómez nel bagagliaio della sua auto e di averlo ucciso, poco dopo aver saputo della sua scarcerazione. Esposito, durante il viaggio di ritorno in macchina, riflette sulle parole di Sandoval ("un uomo non abbandona mai la propria passione"). Per Morales era importante che Gómez scontasse la giusta pena e non fosse immediatamente affrancato dalle sofferenze grazie alla condanna capitale: per questo Esposito non crede all'omicidio, ferma la macchina e torna di nascosto a casa di Morales.

Dopo aver atteso fino a sera, egli vede Morales che si reca in un piccolo fienile con un piatto di bocconi di pane. Dietro la porta, Esposito vede in una cella nell'oscurità un decrepito, malconcio Gómez. Morales lo ha rinchiuso per 25 anni senza mai rivolgergli la parola. Quando Esposito si avvicina, Gómez lo prega di chiedere a Morales di parlargli. Ma Morales gli ricorda che la pena prevista per lui avrebbe dovuto essere l'ergastolo.

Tornato a Buenos Aires e liberato dal senso di colpa per non aver mai chiarito quelle vicende, Esposito visita finalmente la tomba di Sandoval e successivamente si reca in ufficio da Irene, ora pronto a confessare il suo amore per llei. Felice, seppure nella prospettiva delle molte difficoltà che il loro amore causerà, Irene invita Esposito a rimanere in ufficio e chiudere la porta.

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Interpreti e personaggi.

Ricardo Darín: Benjamín Esposito
Soledad Villamil: Irene Menéndez Hastings
Pablo Rago: Ricardo Morales
Javier Godino: Isidoro Gómez
Guillermo Francella: Pablo Sandoval
José Luis Gioia: Inspector Báez
Carla Quevedo: Liliana Colotto

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"L’ultimo giurato" è senza dubbio da annoverare tra i migliori lavori di John Grisham. Ricco di carica emozionale, di suspence e...

"L’ultimo giurato" è senza dubbio da annoverare tra i migliori lavori di John Grisham.

Ricco di carica emozionale, di suspence e forte di una trama intensa e coinvolgente, questo libro entra di forza nella lista dei bestseller di sicura fama internazionale e non solo per la garanzia data dal nome dell’autore.

Anche un lettore ignaro dell’esistenza di John Grisham non potrà non notare quanto, dopo una piccola presentazione della situazione che potrebbe far pensare ad un romanzetto di second’ordine, il romanzo entri subito nel vivo di una storia che ti porta con sè pagina dopo pagina.

Chi di noi non ha mai sognato di sorprendere tutti acquistando un’attività fallimentare e trasformarla nel successo di una vita, ricco di soddisfazioni ma soprattutto di asperità brillantemente scavalcate?

Leggi anche: I romanzi di John Grisham, definiti legal thriller, riprendono molto dalla sua esperienza di avvocato.

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Ebbene quest’uomo è Willie Traynor, il protagonista del romanzo, che riesce a far risorgere dalle ceneri un giornaletto di provincia, esponendosi nel processo per un brutale omicidio avvenuto nella contea e inimicandosi i "magnaccia" della zona.

Una trama lineare e semplice da seguire affascina il lettore lungo tutto l’iter giudiziario di un criminale, così come apparedalla visuale di un giornalista, a partire dall’accesissimo processo con una pena minore del preventivato, continuando poi con lo scarceramento anticipato del cruento assassino.

Non bisogna dimenticare però un tema che potrebbe non trasparire a una prima lettura... In questo libro, oltre al desiderio di giustizia è forte anche la voglia del protagonista di accettarsi e di sentirsi accettato come uomo, come giornalista o semplicemente come "uno del gruppo" , sensazione che non riuscirà praticamente mai a sentire dentro di sè e in ogni atteggiamento degli schivi abitanti di Ford County.

Grisham non ci priva inoltre di sottoromanzi, come la storia della dolce signora Callie e del classico "sorpresone" finale, del quale non vi svelo nulla, sicuro che anche voi come me sarete trascinati nella scoperta di chi vuole vedere morto anche "l’ultimo giurato"...

Personaggi principali.

William Traynor: protagonista
Danny Padgitt: membro di una famiglia malavitosa, accusato per l'omicidio di Rhoda Kassellaw
Calia "Callie" Ruffin: membro della giuria e amica di William
Harry Rex: avvocato e amico di William
Lucien Wilbanks: avvocato della famiglia Padgitt

Personaggi secondari.

William "Spot" Caudle: ex proprietario del Times
Bee Bee: nonna di William e sua finanziatrice
Rhoda Kassellaw: vittima dell'omicidio
Wiley Meek: fotografo del Times
Davey "Linguaccia" Bass: giornalista del Times
Baggy Suggs: giornalista del Times
Loopus: giudice
Ernie Gaddis: avvocato della pubblica accusa
Esaù Ruffin: marito di Callie
Sam Ruffin: figlio minore di Callie
Lenny Fargarson, Mo Teale, Maxine Root, Earl Youry: giurati

Trama.

Nel 1970 William Traynor, appena uscito dal college, arriva a Clanton, Mississippi, dopo aver acquistato il giornale locale, il Ford County Times. Poco dopo il suo arrivo Danny Padgitt viene arrestato per l'omicidio di Rhoda Kassellaw, avvenente giovane vedova, madre di due figli piccoli. L'omicidio è agghiacciante, prima l'intrusione in casa, lo stupro, sorpreso dai due piccoli ed infine le coltellate alla povera madre. Prima di morire la donna riesce a trascinarsi presso l'abitazione di un vicino e mormorare il nome dell'omicida. Questi fa parte di una famiglia malavitosa e molto potente, che tutto farà per provare l'innocenza del figlio. Il colpevole, infatti, subisce un processo e, nonostante la strenua difesa della famiglia e del suo avvocato senza scrupoli, Avv. Lucien Wilbanks, viene condannato dalla giuria all'ergastolo riuscendo pertanto ad evitare la pena di morte. Poco prima della condanna, Padgitt giura di vendicarsi di tutti i giurati.

Nel frattempo, William diviene amico di uno dei membri della giuria, Callie, anziana Signora di colore, madre di 9 figli, tutti laureati, assolutamente avanti rispetto alla chiusa mentalità del luogo, dove i bianchi erano ancora i padroni ed i neri gli schiavi. Con la Signora il protagonista instaurerà una profonda amicizia e prenderà l'abitudine di andare a pranzo da lei tutti i giovedì, a mangiare i pesanti e gustosi piatti della cucina del Mississippi, di cui Callie è un'esperta cuoca. Durante questi incontri i due parlano di tutto, ma soprattutto di religione, lei essendo devotissima e preoccupata per l'anima del protagonista, agnostico.

Con grande fatica ed impegno William, lavorando duramente al suo giornale, riesce a migliorarlo e ad aumentare grandemente il numero di copie vendute; il giornale diventa una sorta di megafono per le idee del protagonista, che nelle pagine del settimanale parla liberamente di tutto quello che trova giusto, le battaglie a favore dei neri, le battaglie contro la corruzione dell'epoca nelle istituzioni, e soprattutto una coraggiosa sfida contro l'ingiustizia della ‘blanda' condanna di Danny Padgitt e di ogni tentativo successivo per farlo uscire, nonostante le continue minacce della pericolosa famiglia dell'assassino.

Così facendo riesce nel tempo a conoscere meglio il paesino di Clanton e a farsi accettare dai chiusi compaesani, attirandosi simpatie ma anche critiche per le sue idee espresse nel giornale. Dopo nove anni di carcere, Padgitt viene liberato per buona condotta. Subito dopo due giurati vengono uccisi ed un terzo scampa ad una bomba. La città è in delirio, spaventatissima, e più di tutti i giurati, che si chiedono chi sarà il prossimo. Il sospetto cade subito su Padgitt, che viene arrestato. Durante la prima udienza, però, lo stesso viene ucciso da un colpo di fucile. Si scopre quindi che l'assassino è un vecchio avvocato impazzito, che aveva partecipato ala prima udienza contro Padgit cercando di farlo condannare a morte. Non essendoci riuscito, questi aveva lentamente perso la testa, nel desiderio di vendicare la vittima, con cui aveva avuto una relazione, uccidendo tutti quei giurati che avevano votato contro la pena di morte. Callie, oramai più anziana, muore, anche per la tensione dovuta all'uccisione dei giurati.

William per la morte dell'amica e non riuscendo da un po' ad identificarsi con la cittadina e con i cambiamenti che l'epoca moderna vi stava compiendo, dopo aver venduto il giornale per più di un milione di dollari, abbandona il paese.

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Manoj Nelliyattu Shyamalan, conosciuto come M. Night Shyamalan (Mahe, 6 agosto 1970), è un regista, sceneggiatore, attore e produttore cine...

Manoj Nelliyattu Shyamalan, conosciuto come M. Night Shyamalan (Mahe, 6 agosto 1970), è un regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico statunitense, nato in India.

Shyamalan nasce nel sud dell'India, a Mahe, enclave nel Kerala del territorio di Pondicherry. I genitori sono entrambi medici, il padre è di etnia malayali, la madre tamil. Manoj viene concepito quando la famiglia Shyamalan vive già stabilmente in Pennsylvania, ma nasce in India perché sua madre vi si trasferisce per gli ultimi mesi di gravidanza per avere l'assistenza dei suoi genitori.

Dopo sei settimane vissute nel territorio di Pondicherry, Shyamalan giunge a Penn Valley, un sobborgo di Filadelfia. Formatosi in scuole cattoliche, va poi a Manhattan dove nel 1992 si laurea alla Tisch School of Arts (TSOA).

All'età di otto anni prende per la prima volta in mano un Super 8 e capisce presto cosa vuole fare da grande. Il padre preferirebbe per lui un futuro come medico, invece la madre ne asseconda la passione. A 17 anni ha già realizzato 45 filmini fatti in casa. Si noti come a partire da The Sixth Sense - Il sesto senso, Shyamalan includa in ogni sua pellicola una scena di questi filmini, e in particolare di quello che lui reputa che gli abbia ispirato il film in oggetto.

M._Night_Shyamalan

Il primo vero lungometraggio di Shyamalan è il dramma autobiografico Praying with Anger girato quando è ancora uno studente universitario, e finanziato prendendo soldi in prestito da parenti e amici. Il film partecipa al Toronto International Film Festival e viene proiettato in una sala per una settimana. Alcuni critici vedono in lui le potenzialità per un grande futuro e la televisione canadese lo acquista e lo trasmette. Girato a Chennai, fino al 2008 è stata l'unica sua opera girata al di fuori della Pennsylvania.

Nel 1993 sposa Bhavna Vaswani, psicologa indiana conosciuta ai tempi dell'università e con la quale vive a Wayne (Pennsylvania), insieme alle loro due figlie.

Nel 1998 scrive e dirige Ad occhi aperti. I suoi genitori figurano come produttori associati e si devono attendere tre anni perché il film venga distribuito. Girato in una scuola cattolica che frequentò da bambino, narra di un ragazzino (Joseph Cross) che dopo la morte del nonno (Robert Loggia) va in cerca di Dio. Riceve critiche discrete ma non raggiunge il grande pubblico. In questo periodo scrive anche la sceneggiatura di Stuart Little.

The Sixth Sense - Il sesto senso.
Nel 1999 arriva il grande successo con The Sixth Sense - Il sesto senso. Prima grande produzione, con la star Bruce Willis e un giovane attore, Haley Joel Osment che si impone all'attenzione del mondo intero. Uno psicologo è travagliato dal suicidio del suo paziente e dalla crisi del suo matrimonio; incontra un bambino che vive nel terrore di vedere persone morte attorno a sé. Aiutare questo bambino diventa il suo unico scopo, l'ultima possibilità per ritrovare la fiducia in sé. 40 milioni di dollari di budget e 660 milioni incassati in tutto il mondo. Uno dei 40 maggiori successi commerciali di sempre. Tra i tanti riconoscimenti anche sei candidature all'Oscar, tra le quali proprio quella alla regia.

Unbreakable - Il predestinato e Signs.
Nel 2000 esce Unbreakable - Il predestinato dove ancora Bruce Willis è un inconsapevole supereroe da fumetto il cui antagonista è un fragile e sorprendente Samuel L. Jackson.

Un altro grandissimo successo commerciale è Signs (2002) con Mel Gibson ad impersonare un pastore che ha perso la fede dopo la morte della moglie e che finisce per riacquistarla dopo essere entrato in contatto con alieni malintenzionati. Presentato come un film di fantascienza e lanciato anche dalla curiosità sorta attorno ai cosiddetti misteriosi "cerchi nel grano", il film in realtà è più che altro un'opera intimista e sentimentale. Nonostante il buon successo di pubblico e critica, iniziano a intravedersi pesanti problemi di trama e sceneggiatura, nonostante la regia resti solida e suggestiva.

Leggi anche: Il predestinato (Unbreakable) una chiave thriller e una mistica nel nuovo racconto di Shyamalan.

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The Village.
The Village (2004) è ambientato in una particolarissima comunità (apparentemente) del XIX secolo che è costretta all'isolamento per la presenza di creature misteriose e malvagie che abitano i boschi circostanti. Un gran cast (William Hurt, Sigourney Weaver, Adrien Brody, Joaquin Phoenix e Bryce Dallas Howard), un'ambientazione suggestiva ed una storia ancora una volta originale, che anche stavolta non soddisfa in pieno la critica ma ottiene un buon riscontro al botteghino.

Lady in the Water.
Il successivo progetto Lady in the Water è stato molto travagliato, segnando un momento di arresto nella grande scalata al successo sino a quel momento percorsa. Questo film ha segnato il passaggio dalla Disney alla Warner Bros per divergenze sorte in fase di preproduzione. Lady in the Water narra di un uomo che trova una ninfa acquatica nella piscina di un condominio del quale è il custode. La creatura favolosa è in fuga da altri esseri malvagi e chiede protezione. Una favola pensata per i propri figli, così la descrive Shyamalan che ha dovuto incassare una batosta dai critici e un flop ai botteghini americani.

E venne il giorno e L'ultimo dominatore dell'aria.
E venne il giorno (The Happening), uscito in tutto il mondo venerdì 13 giugno 2008, è stato proposto a diverse major prima di essere acquistato dalla 20th Century Fox, che ha però preteso una massiccia riscrittura della sceneggiatura originaria. In questo film il tema è incentrato sulla lotta contro una misteriosa forma di tossina rilasciata dalle piante e destinata ad estinguere il genere umano. Ancora una volta è l'inquietudine di uno scenario di fantasia legata ad una storia verosimile ad esaltare l'estro di Shyamalan che torna a brillare raggiungendo un buon successo soprattutto di pubblico. Diversamente sono andate le cose quando il regista ha deciso di lanciarsi di nuovo nel genere fantastico, questa volta in modo pieno[1]. Con L'ultimo dominatore dell'aria (The Last Airbender), tratto dalla serie animata Avatar - La leggenda di Aang, uscito nel 2010, si è avuto un clamoroso insuccesso sia da parte della critica che del pubblico, specie in patria.

Fantascienza ed ultimi lavori.

Dopo l'esperienza di Signs che aveva lambito il genere, Shyamalan si cimenta ufficialmente nella fantascienza con due progetti, uno televisivo e uno cinematografico. Per il 2013 è prevista, sul canale tematico SYFY, la trasmissione della serie televisiva Proof che tratta l'argomento della vita oltre la vita, frutto di una sua collaborazione.

E nonostante avesse già annunciato il suo ritorno al thriller, il suo film After Earth, uscito nel 2013, è proprio un film di fantascienza ambientato in un futuro post-apocalittico, anche questa volta realizzato su commissione risultando un insuccesso sia di pubblico che di critica, seppur con risultati non pessimi come col film precedente cercando di segnare un punto di ripartenza per il proprio futuro da regista, che i fan si augurano torni ad essere segnato da produzioni indipendenti come i suoi primi film.

Attualmente sta lavorando a diversi progetti quali due film in produzione, ovvero The Visit e Labor of Love, che dovrebbero arrivare al cinema nel prossimo futuro. Si sta anche occupando, in veste di produttore esecutivo e regista di alcuni episodi, della serie televisiva Wayward Pines trasmessa da maggio 2015. La miniserie, rievocativa de I segreti di Twin Peaks, è una trasposizione del romanzo del 2012 I misteri di Wayward Pines (Pines) di Blake Crouch.

Né le alterne fortune delle ultime opere cancellano l'apprezzamento per la capacità di Shyamalan nel creare atmosfere suggestive e inquietanti, sempre al limite tra la realtà e la fantasia, e la particolare abilità di costruire finali ad effetto (twist ending) con il disvelamento di elementi che spesso ribaltano l'intera lettura del film.

Molti dei suoi film quali Ad occhi aperti, The Sixth Sense - Il sesto senso, Unbreakable - Il predestinato, Signs e The Village sono accomunati da un'unica location: Philadelphia. Shayamalan usa frequentemente l'acqua come un segno di morte o di debolezza: gli alieni in Signs e Bruce Willis in Unbreakable - Il predestinato presentano il medesimo tallone di Achille, il killer de Il sesto senso si trova in bagno quando spara a Willis e il personaggio di Michael Pitt in The Village si spaventa quando inizia a piovere. I suoi lungometraggi hanno spesso una tematica religiosa. L'uso di colori brillanti, soprattutto il rosso, indica un indizio o un elemento cruciale del film.

Ingaggia spesso gli stessi attori per due volte consecutive: Bruce Willis ne The Sixth Sense - Il sesto senso e in Unbreakable - Il predestinato, Joaquin Phoenix e Cherry Jones in Signs e The Village, Bryce Dallas Howard in The Village e Lady in the Water.

Il seminterrato, nelle sue pellicole, è un luogo dove si svolgono scene cruciali per la storia del film: ne Il sesto senso, il personaggio interpretato da Bruce Willis scopre la sua vera natura in uno scantinato; in Unbreakable - Il predestinato, il personaggio principale manifesta la sua forza in un seminterrato; in Signs, la famiglia si trova in cantina quando viene attaccata dagli alieni; infine in The Village, il personaggio interpretato da Joaquin Phoenix confessa il suo amore a quello di Bryce Dallas Howard in una cantina. Anche in "Lady in the water" il personaggio interpretato da Paul Giamatti, scopre lo scrittore di cui è alla ricerca, nel corridoio dello scantinato del residence in cui lavora.

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Il predestinato (Unbreakable) è un film del 2000 diretto da M. Night Shyamalan, con Bruce Willis e Samuel L. Jackson. Una chiave thrill...

Il predestinato (Unbreakable) è un film del 2000 diretto da M. Night Shyamalan, con Bruce Willis e Samuel L. Jackson.

Una chiave thriller e una mistica nel nuovo racconto di Shyamalan, che non poteva non percorrere una strada simile a quella del precedente Sesto senso. Per cominciare Bruce Willis: non è un fantasma ma l'unico sopravvissuto di un disatro ferroviario. E poi la new entry Samuel L. Jackson nella parte di un uomo malato, fragile non solo nel fisico: secondo lui, il sopravvissuto possiede doti misteriose, e sovrumane. Si tratta di prenderne coscienza.

Alla fine i nodi si sciolgono, il sipario si apre e la verità, insospettabile, emerge. Jackson non era poi così fragile. Come sempre accade il numero due non è all'altezza dell'originale. Qualche buona tensione compromessa da un ritmo troppo lento.

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Per misurare l'atipicità dello stile di Shyamalan rispetto alla produzione hollywoodiana, basta confrontare il suo film con la maggioranza dei blockbuster d'azione odierni. Là c'è il terrore che lo spettatore si annoia se non succede qualcosa di travolgente ogni tre minuti: qui la strategia non punta sui botti e sugli effetti speciali, bensì sulla psicologia dei personaggi. (...) Stavolta, però, l'eccesso di aspettativa nel colpo di scena rende il finale un po' deludente: proprio nella risposta alla domanda, non poi tanto sorprendente. Però il ritmo è sostenuto.

Leggi anche: M. Night Shymalan. genio e sregolatezza del grande schermo, negli ultimi vent’anni.

Trama.

Il treno su cui viaggiava David Dunn è deragliato. Nello spaventoso incidente sono morti tutti i passeggeri, solo David si è salvato, stranamente senza riportare alcuna ferita.

All'uscita del funerale collettivo delle oltre cento vittime, David trova sul parabrezza della sua auto un biglietto con scritto: «Quanti giorni della tua vita sei stato malato?».

Dopo una leggera curiosità iniziale e l'aver constatato che né lui, né le persone a lui vicine ricordassero un giorno in cui fosse stato malato, David decide di visitare l'indirizzo apposto sul biglietto: a quel civico è ubicato un particolare museo, che espone tavole originali e fumetti ricercati. Ad accoglierlo vi è il titolare, Elijah, un uomo di colore che deambula a fatica a causa di una malattia genetica, l'osteogenesi imperfetta, di cui soffre dalla nascita e che lo espone al rischio di continue fratture. Egli, a causa dei continui ricoveri ospedalieri, sin da bambino ha coltivato la passione per i fumetti che ora espone e vende nella galleria di cui è proprietario.

Elijah comunica a David di avere una teoria, la quale potrebbe spiegare il motivo per cui sia uscito incolume dal deragliamento del treno, il fatto che a fronte di uno come lui, così fragile da stare in piedi a fatica, debba esistere da qualche parte nel mondo un altro uomo talmente forte da essere quasi "indistruttibile", una sorta di supereroe ancora ignaro dei suoi "poteri".

Prese inizialmente le distanze da Elijah, David si lascerà pian piano coinvolgere dall'idea del gallerista, fino all'epilogo finale del tutto inaspettato.

Unbreakable_-_Il_predestinato

Interpreti e personaggi.

Bruce Willis: David Dunn
Samuel L. Jackson: Elijah Price
Robin Wright Penn: Audrey Dunn
Spencer Treat Clark: Joseph Dunn
Michael Kelly: Dottor Dubin
Eamonn Walker: Dottor Mathison

Doppiatori italiani.
Angelo Maggi: David Dunn
Luca Ward: Elijah Price
Cristiana Lionello: Audrey Dunn
Flavio Aquilone: Joseph Dunn
Massimiliano Manfredi: Dottor Dubin
Gianluca Tusco: Dottor Mathison


Unbreakable – Il Predestinato (2000) Film... por imigliorifilm

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Tenebre è un  romanzo post apocalittico tra i migliori degli anni ’80, pubblicato per la prima volta nel 1987 e giunto qui da noi nel ...


Tenebre è un  romanzo post apocalittico tra i migliori degli anni ’80, pubblicato per la prima volta nel 1987 e giunto qui da noi nel 1991, con la collana Mystbooks della Mondadori. Oggi, il libro non è facile da rintracciare, almeno nella nostra lingua. Credo sia andato fuori catalogo da almeno una quindicina d’anni. Ma in inglese lo trovate ovunque. Qui, per esempio, in cartaceo e in ebook.

Amo moltissimo la narrativa di McCammon e scegliere un suo romanzo è stata una vera e propria impresa. Ho optato per Swan Song, alla fine, perché non è tra i più conosciuti dalle nostre parti. A differenza di molti suoi colleghi spariti dalla circolazione dalle nostre librerie, lui ha avuto una riscoperta temporanea all’inizio del secolo per merito della Gargoyle Books, che ha rimesso in circolazione alcune delle sue prime opere, come Hanno Sete, L’ora del Lupo e La Via Oscura.

Purtroppo, Swan Song non ha avuto la stessa fortuna: è stato completamente dimenticato, forse perché si tratta di un romanzo davver0 corposo (si aggira sulle ottocento pagine), forse perché spesso si tende a confonderlo con L’Ombra dello Scorpione e si teme il confronto con King.

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Confronto che non ha alcuna ragione di esistere, dato che i due libri hanno poco in comune: entrambi hanno come punto di partenza la fine del mondo, che avviene tramite influenza nella storia di King e per mezzo di guerra nucleare in quella di McCammon, entrambi vedono il formarsi di un conflitto tra bene e male, su cui si gioca il destino dell’umanità. Ma non c’è davvero altro. Manca, per esempio, in Swan Song, tutto l’elemento religioso che era invece centrale ne L’Ombra dello Scorpione. E anzi, la presenza divina viene fortemente messa in discussione. Più che a Dio, si fa riferimento a una sorta di forza sovrannaturale e magica che permea la realtà, un afflato di vita che continua a resistere e a fare di tutto per non soccombere, anche in un inverno perenne e radioattivo.

Leggere anche: L'Ombra dello Scorpione è una miniserie televisiva da un romanzo di Stephen King.

Per il resto, in Swan Song, l’umanità (quel poco che ne resta dopo la guerra) è sola e da sola deve cavarsela.

Trama.

Non si sa chi abbia iniziato, se il blocco occidentale o quello sovietico. Forse si è trattato semplicemente di un errore: un comandante di sottomarino troppo zelante o troppo spaventato. Ma, in una calda mattina d’estate, la guerra nucleare è iniziata e terminata in pochi minuti, lasciando sul terreno milioni di cadaveri e un mondo devastato. Chi non è morto durante i bombardamenti, lo sarà a breve per l’avvelenamento da radiazioni. Chi invece sopravvive, è orribilmente sfigurato dalle ustioni. Sono davvero in pochi quelli che sono riusciti a restare in vita senza conseguenze. Oltre alle cicatrici e le cheloidi, c’è anche un’altra malattia che rende il viso una mostruosità irriconoscibile: la Maschera di Giobbe, una serie di escrescenze cornee che ricopre la faccia e lascia a stento delle fessure all’altezza di naso e bocca per respirare.

Seguiamo le vicende di tre diversi gruppi di personaggi, tutti affetti da questa strana deformazione: Sister Creep, una vagabonda di mezza età che trova, tra le macerie di New York, un cerchio di vetro in cui si sono fuse delle pietre preziose e che sembra avere il potere di predire il futuro; il colonnello Macklin e il suo secondo Roland, intenti alla costruzione di un esercito con il compito di dominare ciò che resta del mondo; Swan, una bambina che è riuscita a salvarsi rimanendo intrappolata nel rifugio antiatomico costruito sotto una stazione di servizio, e il suo angelo custode Josh, un ex lottatore gigantesco che deve prendersi cura della bambina a ogni costo. Swan è infatti in grado di far tornare in vita la terra, di far crescere le piante e di percepire il dolore e la gioia di tutte le creature viventi.

Questo è appena l’antefatto di un’epopea che, dalla prima volta in cui mi è capitato di metterci le mani sopra, da adolescente, ha rappresentato per me l’immaginario apocalittico per antonomasia. Swan Song è un romanzo da cui è davvero impossibile staccare gli occhi, quando si inizia a leggerlo. Ottocento pagine che, se si ha il tempo, si bevono in pochi giorni, con dei personaggi e uno scenario tratteggiati con impressionante forza espressiva.

La catastrofe nucleare dei primi capitoli è una roba che non si dimentica facilmente e mi ricordo che, ogni tanto, mentre leggevo, mi guardavo alle spalle e scrutavo il cielo, tanto per essere sicura che non mi piovesse in testa qualche missile. Un potere di suggestione che appartiene solo ai maestri della narrativa di genere. E McCammon fa parte sicuramente dell’eletta schiera dei maestri.

Entrare nell’universo apocalittico di Swan Song significa essere pronti ad affrontare un lungo e doloroso viaggio alla ricerca della bellezza e della speranza. Siamo dalle parti dell’epica popolare, non della mera lotta per la sopravvivenza.

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Robert McCammon sceglie, come protagonisti positivi del suo romanzo, una senzatetto, una bambina che vive in una roulotte con la madre alcolizzata, e un wrestler fallito. Tre disperati, insomma, circondati da altrettanti esempi di emarginazione sociale, spiantati di ogni risma, poveracci, disadattati e folli. È una scelta ben precisa, soprattutto quando la si mette a paragone con gli antagonisti, i cattivi, i militari dell’Esercito di Eccellenza, che vogliono sterminare tutti quelli con cicatrici da ustione in nome di un’ideale di purezza che richiama pessimi ricordi. Un vecchio colonnello con manie di grandezza e un ragazzino viziato privo di empatia nei confronti del prossimo sono a capo dell’EdE.

Si confrontano quindi due visioni del mondo antitetiche, descritte con un manicheismo che, una volta tanto, non sembra mai fuori posto, data la profonda umanità dello schieramento dei “buoni”, dato che ognuno di loro (esclusa Swan, che al momento dei bombardamenti, ha una decina d’anni) ha un passato pieno di errori, sofferenza, macchie indelebili.

In fondo, Swan Song parla di redenzione e sacrificio, di come decidere da che parte stare sia un dovere morale che diventa ancora più importante nel momento in cui la fine della civiltà dà a tutti l’illusione (e la giustificazione) che non esista più, una morale.

Perché, secondo McCammon, il crollo delle istituzioni che ci impedivano di comportarci come bestie non è e non sarà mai una giustificazione. E non basta, come è nei programmi dell’EdE (e degli altri vari eserciti che si costituiscono negli anni successivi ai bombardamenti) ricostruire l’ordine e la disciplina. Non sono ordine e disciplina a definirci come civiltà, ma l’empatia, l’amore, la fiducia nel prossimo.

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L’elemento soprannaturale non è rappresentato solo da Swan e dal cerchio di vetro trovato da Sister Creep. Se le due donne rappresentano la magia positiva del mondo, c’è anche spazio per il loro contraltare maligno, L’Uomo dall’Occhio Scarlatto, colui che i soldati chiamano Friend e che ha come missione quella di distruggere ogni residuo di bellezza, perché è nell’angoscia e nella disperazione che il male prospera.

Ed è proprio nel personaggio di Friend che, a mio avviso, Swan Song supera L’Ombra dello Scorpione: se si tratta del diavolo, non è un diavolo tentatore, non forza gli altri a commettere crimini, non costruisce una città a sua immagine. Vaga da solo per le lande desolate, coperte di cenere e neve, del mondo distrutto dal conflitto e non ha bisogno di spingere nessuno a compiere il male. I militari ci pensano benissimo da soli, sono già corrotti, sono già incapaci di comprendere un linguaggio diverso dalla violenza. Non c’è, come nel romanzo di King, la lotta tra due comunità, una bucolica, gestita da una vecchia predicatrice, e una tecnologica. Qui c’è solo un esercito che vuol fare del mondo il proprio terreno di conquista e delle presenze, benigne e maligne, che hanno un ruolo da spettatori e non da artefici.

L’umanità di McCammon è più libera di quella di King, lo è nel bene e nel male e le scelte compiute dai personaggi, da questo punto di vista, hanno un peso maggiore. Non ci sarà nessuna grazia divina alla fine del cammino, solo la consapevolezza di essersi comportati nel modo giusto.

Leggere anche: Detto il Re del brivido Stephen King è uno scrittore di fama mondiale, ha alle spalle cinquantadue romanzi tutti diventati best-sellers.

L’illustrazione che vedete nell’articolo, quella con tutti i personaggi principali del romanzo, è presa da qui. Date un’occhiata che ne vale la pena.

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L'ombra dello scorpione (The Stand) è una miniserie televisiva del 1994 diretta da Mick Garris e tratta dall'omonimo romanzo di S...


L'ombra dello scorpione (The Stand) è una miniserie televisiva del 1994 diretta da Mick Garris e tratta dall'omonimo romanzo di Stephen King.

La sigla d'apertura della serie è il brano (Don't Fear) The Reaper dei Blue Öyster Cult.

Com'è consuetudine nei film di Stephen King, lo stesso autore appare in vari camei, questa volta nel ruolo di uno dei sopravvissuti che hanno sentito il richiamo di Mamma Abigail. Oltre a King, molte altre celebrità hanno partecipato al film, chi facendo un ruolo maggiore e chi uno minore. Si possono vedere camei di John Landis, Sam Raimi, Kathy Bates e dell'ex cestista statunitense Kareem Abdul-Jabbar.

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Trama.

Un potentissimo virus simile a quello dell'influenza creato in laboratorio e scappato al controllo dell'esercito si espande un bel giorno nell'aria estiva di una piccola cittadina del Maine. Non c'è una cura per questo virus e sembra che l'umanità sia sul punto di estinguersi.

Ma un piccolo gruppo di persone risulta immune al virus. Il primo a dare segni di sopravvivenza è Stu, un texano, che sente il richiamo di un'anziana veggente di colore, Abigail Freemantle, detta Mother Abigail.

Durante il suo cammino verso la casa di Mother Abigail, Stu incontrerà altri sopravvissuti che, come lui, hanno sentito il richiamo della veggente e vanno da lei per capire il significato del messaggio.

Insieme, i sopravvissuti si uniranno per sconfiggere le forze del male guidate da Randall Flagg, un'incarnazione del Diavolo.

Episodi.

1    The Plague    La peste  


2    The Dreams    I sogni  

 

3    The Betrayal    Il tradimento

  

4    The Stand    Il fondamento  

Differenze con il romanzo.

Nick Andros nel romanzo perde un occhio quando si scontra con Ray.
Nel romanzo, Nadine non si suicida: durante un attacco d'ira Randall Flagg la getta per errore dalla finestra.
La prima persona che Larry trova quando è a New York è Nadine. Invece nel romanzo Larry incontra una donna miliardaria che finisce per suicidarsi tramite overdose da farmaci.
Nella miniserie, Randall Flagg appare vestito come un motociclista, in blue-jeans e giubbotto dello stesso materiale, e si caratterizza per i suoi inquietanti sorrisi. Nel romanzo, l'immagine originale di Randall Flagg era quella di un uomo con abiti da monaco a cui non si vedeva mai il volto, bensì "un vuoto nero con due buchi rossi al posto degli occhi".
Mamma Abigail affrontava delle donnole, come manifestazione di Randall Flagg. Nella miniserie le donnole sono state sostituite da dei ratti.
Il personaggio di Joe, il ragazzino telepate, nel romanzo ha molto più spazio e si esprime con più precisione.
Nel romanzo, Larry incontrava Nadine assieme a Joe. Nella miniserie, Nadine e Joe non si conoscono e Lucy ha il ruolo che Nadine aveva nel romanzo.
Harold Lauder nella miniserie viene presentato come un ragazzo magro, timido e occhialuto. Nel romanzo, era un ragazzo obeso ed era segretamente innamorato di Frannie perché lei era un'amica di sua sorella.
Dopo aver abbandonato Larry, Nadine arriva con il gruppo di Teddy Weizak (interpretato da Stephen King). Nel romanzo, Nadine non abbandona mai Larry.
Nel romanzo Teddy Weizak viene ucciso dalla bomba di Harold, mentre nella miniserie sopravvive.
Susan Stern e Dayna Jurgens nel romanzo vengono salvate dal gruppo di Stu, Glen, Frannie ed Harold da un gruppo di predoni che rapiva donne per ragioni sessuali e che si faceva chiamare "Lo Zoo". Nella serie, Dayna non si sa come sia arrivata e Susan arriva con il gruppo di Nick, Ralph e Tom accompagnata dal marito e dalla figlia.
Spazzatura passa dalla parte di Flagg dopo aver passato un'esperienza umiliante e dura con un personaggio enigmatico che si faceva chiamare "Il Ragazzo", a cui piaceva abusare sessualmente di Spazzatura e minacciarlo di continuo.
Nel romanzo Julie Lawry è presentata come una teenager, nella miniserie è quasi trentenne.

Interpreti e personaggi.

Gary Sinise: Stu Redman
Molly Ringwald: Frannie Goldsmith
Jamey Sheridan: Randall Flagg
Laura San Giacomo: Nadine Cross
Ruby Dee: Abigail Freemantle, detta Mamma Abigail
Ossie Davis: giudice Richard Farris
Miguel Ferrer: Lloyd Henreid
Adam Storke: Larry Underwood
Corin Nemec: Harold Lauder
Matt Frewer: Spazzatura
Ray Walston: Glen Bateman
Rob Lowe: Nick Andros
Bill Fagerbakke: Tom Cullen
Peter Van Norden: Ralph Brentner
Rick Aviles: Ratto
Kareem Abdul-Jabbar: Profeta della Fine del Mondo
Ken Jenkins: Peter Goldsmith
Kathy Bates: Ray Flowers
Ed Harris: generale Starkey
John Landis: Russ Dorr
Stephen King: Teddy Weizak
Shawnee Smith: Julie Lawry

Doppiatori e personaggi.

Francesco Pannofino: Stu Redman
Rossella Acerbo: Frannie Goldsmith
Alessandro Rossi: Randall Flagg
Eleonora De Angelis: Nadine Cross
Miranda Bonansea: Abigail Freemantle, detta Mamma Abigail
Sandro Sardone: giudice Richard Farris
Stefano Mondini: Lloyd Henreid
Vittorio De Angelis: Larry Underwood
Simone Mori: Harold Lauder
Vittorio Stagni: Spazzatura
Gianfranco Bellini: Glen Bateman
Sandro Acerbo: Nick Andros
Marco Mete: Tom Cullen
Michele Gammino: Ralph Brentner

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Ultima parada 174 è un film brasiliano del 2008 diretto da Bruno Barreto e scritto da Braulio Mantovani, è tratto da una storia vera ossia...

Ultima parada 174 è un film brasiliano del 2008 diretto da Bruno Barreto e scritto da Braulio Mantovani, è tratto da una storia vera ossia il Massacro della Candelária nella notte del 23 luglio 1993 a Rio de Janeiro.

Il 12 giugno del 2000, alle due del pomeriggio, un ragazzo prende in ostaggio un autobus a Rio De Janeiro. Nel cuore della città si consuma un evento drammatico che è diventato anche un caso mediatico: l’azione di questo giovane ha infatti catalizzato per alcune ore l’attenzione dei media brasiliani e non solo sul gesto sconsiderato di un ragazzo di strada.

A pochi anni dall’evento, questo episodio di cronaca è diventato il soggetto per un film, Ultima Parada 174 (Ultima fermata 174, 2008) diretto da Bruno Barreto, nel quale si ricostruisce la vita del ragazzo che ha dirottato l’autobus cercando di comprendere attraverso il suo passato e le sue esperienze, il motivo del suo gesto.

L’interesse de Ultima Parada 174 sta sicuramente nello stretto legame con l’attualità e con la vera storia di Sandro ma sicuramente anche nell’attenzione posta al mondo dei bambini abbandonati in cerca di riscatto, ma soprattutto protezione, che trovano nella figura di Walquiria e della sua associazione che si prende cura dei ragazzi di strada che vedono consumare i loro destini sotto l’ombra misteriosa e impietosa della cattedrale.

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Candidato all’Oscar come miglior film straniero per il Brasile, Ultima Parada 174 è uscito nelle sale nazionali un anno fa e a luglio nelle francesi, ma non in quelle italiane, che ancora aspettano di vedere uno degli ultimi successi internazionali del cinema brasiliano che da anni propone prodotti interessanti da monitorare.

Trama.

In una favela di Rio de Janeiro una giovane donna di nome Marisa sta allattando suo figlio Alessandro, quando il suo compagno e amico d'infazia nonché bandito nei Comando Vermelho gli strappa il bambino dalle mani e minacciandola la intima di lasciare la casa e non farsi più vedere, pena la morte del piccolo. Poco dopo un flashback ci mostra il ragazzino ormai cresciuto che vive con il padre. Negli stessi istanti la sua vita si intreccia con quella di un altro ragazzo, Sandro Barbosa do Nascimento, suo coetaneo che vive con la madre, questa gestisce un piccolo bar ma verrà assassinata per mano di un rapinatore. Il ragazzino nei primi tempi viene cresciuto dalla zia materna, tuttavia scapperà con pochi spicci per raggiungere Copacabana, luogo in cui madre e figlio sognavano di aprire un nuovo locale.

Qui per il ragazzo inizia una lenta ed inesorabile discesa nel giro del crimine, si unirà ad un gruppo di orfani vagabondi e compirà piccoli furtarelli per procurarsi cibo e droga, qui conoscerà anche il suo primo amore, Soninha. La vita di strada si fa sempre più difficile e lui ed un suo compagno si ritroveranno indebitati causa droga proprio con Alessandro, tuttavia nella notte in cui avrebbero dovuto saldare il loro debito vengono attaccati da dei poliziotti nel luogo in cui solevano accamparsi per la notte, vicino alla Chiesa di Candelária, in quella che verrà ricordato come il Massacro della Candelaira nella notte del 23 luglio 1993 a Rio de Janeiro. Alessandro che si recherà all'incontro come previsto verrà inizialmente usato come capro espiatorio degli omicidi e finirà in carcere, lo stesso destino toccherà poco dopo anche a Sandro, accusato di detenzione di droga.

I due si ritroveranno in carcere dapprima come nemici e poi come fedeli compagni fino a quando, una sera decideranno di evadere e iniziare una nuova vita in una gang. Sono passati molti anni da quando Marisa ha perso il suo bambino, ora è diventata una donna di chiesa, morigerata e rigorosa, si è lasciata alle spalle il passato ed ha trovato un lavoro come donna di servizio, tuttavia non ha rinunciato a cercare suo figlio Alessandro, da qui in poi le vicissitudini faranno incontrare i tre e il gioco del destino porterà Sandro a scegliere di fingere di essere suo figlio naturale.

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Interpreti e personaggi.
Michel Gomes: Sandro Barbosa do Nascimento bambino
Marcello Melo Jr.: Alessandro/Alê bambino
Cris Vianna: Marisa
Hyago Silva: Alessandro/Alê adulto
Vítor Carvalho: Sandro Barbosa do Nascimento adulto
Gabriela Luiz: Soninha

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Limitless è un film del 2011 diretto da Neil Burger, con Bradley Cooper e Robert De Niro. Il soggetto si basa sul romanzo Territori oscuri...

Limitless è un film del 2011 diretto da Neil Burger, con Bradley Cooper e Robert De Niro.

Il soggetto si basa sul romanzo Territori oscuri (The Dark Fields) del 2001 di Alan Glynn, e tratta dell'effetto sconvolgente che una misteriosa e potentissima droga ha sulla vita di un uomo.

La trama del film è tratta dal romanzo Territori oscuri (The Dark Fields) del 2001 scritto da Alan Glynn.

Le riprese sono iniziate nel mese di marzo 2010 e si sono svolte prevalentemente a New York. Alcune scene sono state girate anche a Filadelfia e nelle città messicane di Punta de Mita e Puerto Vallarta. Il budget utilizzato è stato di circa 27 milioni di dollari.

Per il ruolo del protagonista Eddie Morra era stato originariamente ingaggiato l'attore Shia LaBeouf, che ha però dovuto rinunciare al progetto dopo essere rimasto vittima, nel corso dell'estate 2008, di un incidente stradale che gli ha provocato gravi lesioni alla mano. Il giovane attore è stato sostituito nel mese di novembre 2009 da Bradley Cooper. Robert De Niro si è unito al cast nel mese di marzo 2010, per interpretare il ruolo di Carl Van Loon.Nel corso dello stesso mese è stata ingaggiata anche l'attrice australiana Abbie Cornish, per interpretare la fidanzata del protagonista, Lindy. La fase di casting si è conclusa ad aprile, con l'ingresso di Anna Friel, che ha interpretato l'ex moglie di Eddie.

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Trama.
« Se non mi spingevo oltre, sentivo che potevo esplodere »
(Eddie)

Eddie Morra è un giovane scrittore newyorkese in profonda crisi, che non è riuscito a scrivere nemmeno una parola del libro che avrebbe in progetto. A peggiorare il suo stato di prostrazione giunge l'abbandono da parte della fidanzata (con la quale stava da quando aveva divorziato, quindi è la seconda volta che viene lasciato da una donna). Il casuale incontro con l'ex cognato è però destinato a cambiargli la vita. Gli viene proposto di provare un farmaco sperimentale nootropo, noto come NZT-48, in grado di sbloccare e amplificare le potenzialità della propria mente. L'effetto è davvero sorprendente: Eddie scopre di sapere cose che non ricordava di aver mai appreso, è brillante, apprende e mette in pratica tutto, ha successo con le donne e ritrova la voglia e l'ispirazione, trasforma una marea di insulti da parte della moglie del suo padrone di casa in una discussione stimolante sul saggio di giurisprudenza della ragazza, dandole consigli e aiutandola a scriverlo e finirlo in soli 45 minuti, mentre hanno un rapporto sessuale nel tempo restante in cui restano insieme.

Subito dopo riesce a scrivere metà del proprio libro in poche ore, dopo aver pulito e riordinato da cima a fondo la propria casa. Il mattino seguente però l'effetto miracoloso è finito, e così è spinto a rivolgersi all'ex cognato per avere un'altra pillola da prendere. In poco tempo Eddie capisce che l'NZT, più che un farmaco in sperimentazione, è una droga, e che chi gliel'ha offerta sta passando dei guai; Eddie quindi si ritrova in casa dell'ex cognato, lo spacciatore, che gli chiede di andare a comprargli qualcosa da mangiare e, mentre Eddie svolge la commissione, l'ex cognato viene brutalmente ucciso. Chiamata la polizia, prima che questa arrivi, Eddie cerca le pillole nell'appartamento, trovandole e facendosene una cospicua scorta. Nei giorni che seguono egli si occupa di rimettere velocemente in sesto la sua vita: completa il libro in quattro giorni, in tre giorni impara a suonare il piano, gli basta ascoltare una lingua per parlarla subito in modo fluente a propria volta, è in grado di battere a mani nude da solo una mezza dozzina di uomini che volevano aggredirlo ricordando le mosse viste nei film e nei programmi televisivi e mettendole in pratica, riconquista la sua fidanzata e si lancia nella finanza, mondo nel quale intravede la possibilità di grandi guadagni, passando da 12.000 dollari a 2 milioni in 10 giorni.

Dopo qualche piccola avvisaglia e un incontro nel quale ha sbalordito il nº 1 di Wall Street Carl Van Loon, Eddie trascorre diverse ore parzialmente incosciente e, forse per aver assunto troppe pillole, è in preda ad una iperattività che gli determina anche dei paurosi buchi temporali, che lo portano a non ricordarsi ciò che ha fatto per diverse ore. Il giorno seguente si astiene dalla sua pillola quotidiana e, oltre a perdere brillantezza, ha una vera e propria crisi di astinenza. L'incontro con la ex moglie, prematuramente invecchiata, gli conferma che l'NZT, se interrotto di colpo, può portare anche alla morte e comunque ad effetti collaterali che ne oscurerebbero le indubbie potenzialità, quindi bisogna disintossicarsene lentamente. Ci sono anche altri guai: ha alle calcagna un mafioso russo, che ha scoperto le sue pillole miracolose e ora le vuole per sé.

C'è poi un tale minaccioso che lo pedina e che mette in pericolo anche la vita della sua fidanzata, salva solo grazie all'assunzione una tantum di una pillola di NZT. C'è infine la morte di una ragazza, apparentemente uccisa da lui inconsapevolmente in un albergo mentre si trovava nello stato di trance dato dall'eccesso di droga, per cui deve ricorrere al miglior avvocato sulla piazza per poterne uscire pulito e senza scandali (si vede però nelle immagini l'uomo che lo pedina, probabilmente è lui il vero assassino della ragazza). È proprio l'avvocato a metterlo in crisi, sottraendogli le pillole rimaste: egli era in realtà al lavoro per Hank Atwood, l'uomo d'affari con il quale Van Loon sta chiudendo una megafusione con la consulenza di Morra. La firma salta proprio perché Atwood, che in pochissimo tempo ha costruito un impero dal nulla, finisce in ospedale in coma. Di fatto è in astinenza dall'NZT, e il tizio misterioso che pedinava Eddie era un suo scagnozzo in cerca di pillole.

Ormai distrutto, Eddie si rifugia nel suo nuovo appartamento blindato, dove il mafioso russo con due sicari sta venendo a prenderlo. Con la speranza di trovare un'ultima pillola, abbandona l'idea del suicidio, e poi è prima la sua astuzia e quindi la solita droga (assunta bevendo il sangue di uno dei tre uomini che era stato ucciso e che l'aveva assunta) a permettergli di far fuori i tre delinquenti, liberatisi dei quali va a recuperare le proprie pillole in casa del viscido avvocato che le aveva tenute per sé mentre il suo cliente moriva. Un anno dopo Eddie Morra è nel pieno di una trionfale campagna elettorale per un seggio al Senato. Carl Van Loon lo va a trovare, svelandogli che non solo sa il segreto del suo successo, ma che ha rilevato l'azienda che produce l'NZT e ha anche fatto chiudere il laboratorio che lui aveva finanziato per riuscire a produrre il "farmaco" in proprio.

Van Loon è così convinto di poter ricattare il futuro senatore per assoggettarlo ai suoi interessi, ma Eddie gli svela di aver portato avanti altre ricerche sull'NZT che gli hanno permesso di renderlo efficace e senza effetti collaterali. Inoltre, è riuscito a disintossicarsi, mantenendo però tutte le nuove connessioni e sinapsi. Eddie ne dà una eloquente prova riuscendo a prevedere un incidente stradale un attimo prima che esso effettivamente avvenga e diagnosticando un problema cardiaco a Van Loon solo utilizzando il tatto. Eddie è così finalmente libero dall'NZT e pronto a far carriera. Alla scalata sociale corrisponde il successo nella vita privata, dove Eddie ha ritrovato definitivamente l'amore della sua fidanzata che, ormai pienamente consapevole dell'origine di certe fortune, si diverte nell'osservarlo innestare la sua "marcia in più".

Limitless

Interpreti e personaggi.

    Bradley Cooper: Edward "Eddie" Morra
    Robert De Niro: Carlos "Carl" Van Loon
    Abbie Cornish: Lindy
    Andrew Howard: Gennady
    Anna Friel: Melissa
    Johnny Whitworth: Vernon Gant
    Tomas Arana: pedinatore
    Robert John Burke: Pierce
    Darren Goldstein: Kevin Doyle
    Ned Eisenberg: Morris Brandt
    T.V. Carpio: Valerie
    Richard Bekins: Hank Atwood
    Patricia Kalember: Mrs. Atwood
    Brian Anthony Wilson: detective
    Caroline Winberg: ragazza uccisa

Doppiatori italiani.

    Christian Iansante: Eddie Morra
    Stefano De Sando: Carl Van Loon
    Domitilla D'Amico: Lindy
    Fabio Boccanera: Gennady
    Francesca Fiorentini: Melissa
    Edoardo Stoppacciaro: Vernon Gant
    Antonio Sanna: Pierce
    Roberto Certomà: Kevin Doyle
    Danilo De Girolamo: Morris Brandt
    Federica De Bortoli: Valerie
    Stefano Mondini: detective

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La sfida del samurai è un film del regista giapponese Akira Kurosawa del 1961 con Toshirô Mifune; il titolo originale Yōjinbō significa lett...

La sfida del samurai è un film del regista giapponese Akira Kurosawa del 1961 con Toshirô Mifune; il titolo originale Yōjinbō significa letteralmente "guardia del corpo".

La distribuzione occidentale, in particolar modo in Italia, è divenuta famosa per la disputa legale per plagio avvenuta tra Toho Company e Sergio Leone riguardo la realizzazione di Per un pugno di dollari (1964), film che rilanciò con successo l'esautorato genere spaghetti-western e che fu trampolino di lancio per la carriera di Clint Eastwood.

Nel 1996 venne girato Ancora vivo, un gangster movie diretto da Walter Hill, che fu un remake ufficiale del film di Kurosawa.

Nel 2008 La sfida del samurai è stato inserito al 95º posto nella classifica dei 500 più grandi film di tutti i tempi pubblicata da Empire.

L'incipit dell'opera - e sappiamo che Kurosawa prestava grande attenzione alle sequenze iniziali - ci mostra un samurai , chiaramente riconoscibile come randagio dall'acconciatura del capo ma le cui non oscure origini sono evidenziate dagli stemmi di famiglia impressi sugli abiti. Trovandosi ad un bivio getta per aria con infantile allegria un bastone: la direzione ove si poserà la punta del bastone sarà anche la sua. Ed è così che arriva in un sinistro villaggio, apparentemente privo di abitanti (sono tutti rinchiusi dalla paura nelle loro case) ove una inquietante apparizione gli fa immediatamente capire che qualcosa - e qualcosa di molto grosso - non va: un cane che trotterella per la via principale, deserta e battuta dal vento, portando in bocca una mano umana, evidentemente tagliata di fresco da un colpo di spada. Ancora un cane, dopo quello di Nora Inu del 1949, dodici anni prima, che introduce lo spettatore alla sinistra atmosfera di questo film

la-sfida-del-samurai-loc

Trama.

Un ronin senza nome arriva in una piccola cittadina stranamente silenziosa e senza vita. Alloggiatosi nella locanda, viene a sapere dall'oste che in città, dove regnano l'omertà e corruzione più sfrenate, è da tempo in corso una guerra logorante tra due potenti yakuza, Seibei e Ushitora, e decide di fare qualcosa per mettere fine a questa situazione di caos; tuttavia, sapendo di non potere niente contro gli eserciti di tagliagole e mercenari che Seibei e Ushitora hanno raccolto attorno a sé, capisce che la cosa migliore da fare è spingere i due capi a uno scontro diretto che li finisca entrambi.

Come prima cosa mette in mostra le proprie abilità uccidendo senza problemi tre uomini di Ushitora, quindi si offre come guardia di Seibei per la considerevole cifra di cinquanta ryou, ma un attimo prima della battaglia, sapendo anche che Seibei e la sua malevola moglie Orin intendono ucciderlo a cose fatte per non doverlo pagare, si tira indietro. Purtroppo, contro i suoi piani, subito prima che i due eserciti arrivino allo scontro si sparge la notizia che l'ispettore dello shogun sta arrivando in città, cosa che costringe inevitabilmente le due parti a dichiarare una tregua e a riportare il villaggio ad una parvente condizione di serenità.

L'ispettore si intrattiene per diversi giorni, con grande dispiacere del bottaio vicino dell'oste, che negli ultimi tempi si era arricchito sfruttando la guerra in corso tra i due clan, e nel frattempo Saibei e Ushitora fanno a gara per cercare di accaparrarsi i servizi del samurai senza nome, presentatosi come Sanjuro. Per tentare di portare Sanjuro dalla sua parte Ushitora gli rivela che il conflitto è prossimo a ricominciare; infatti, ha fatto uccidere il capo di un villaggio vicino, cosa che costringerà l'ispettore a ripartire.

Come predetto da Ushitora l'amministratore parte il giorno dopo e il conflitto ricomincia. Sanjuro è convinto che questo costituirà la spallata finale per il dominio dei due capi sul villaggio, ma dopo poco tempo il bottaio rivela che Saibei e Ushitora, su consiglio del fratello minore di quest'ultimo Unosuke (interpretato dall'altro attore simbolo del cinema di Kurosawa, Tatsuya Nakadai), stanno tentando una riappacificazione. Sanjuro però è preoccupato, perché sa che la pace serve solo a preparare una guerra più grande, e cerca di trovare il modo per mandare a monte i piani dei due capi.

Cattura quindi due uomini di Ushitora, Hachi e Kuma, che ubriachi avevano rivelato di essere gli assassini del capo del vicino villaggio, quindi li consegna a Saibei perché li consegni alla polizia, decretando la fine del suo nemico. Subito dopo si reca da Ushitora, a cui dice che i due ora sono in mano a Saibei, convinto che questo costituirà il pretesto ideale per ricominciare la guerra. Invece interviene nuovamente Unosuke, che assieme al terzo fratello, lo stupido e violento Inokichi, rapisce Yuchiro, il figlio dell'avversario, per costringere Saibei ad uno scambio di prigionieri.

Al momento dello scambio però Unosuke uccide i suoi due sicari e trattiene Yuchiro, pretendendo come condizione per il rilascio la resa di Saibei; Saibei però, che si aspettava una mossa del genere rivela di aver rapito Nui, la moglie di Tokuemon, il ricco commerciante di saké e seta amico di Ushitora.

Viene organizzato quindi un nuovo scambio, e una volta riavuta la donna Ushitora, temendo una contromossa di Saibei, la chiude in una casa protetta, guardata a vista da sei dei suoi uomini. Sanjuro a questo punto finge di mettersi al suo servizio, e recatosi con una scusa nella casa dove è rinchiusa Nui riesce con un trucco ad uccidere le guardie e a far scappare la donna con il figlio e il vero marito (che poco tempo prima era stato costretto a venderla a Tokuemon per ripagare un debito) facendo credere però che sia tutta opera di Saibei.

Ushitora, per vendetta, appicca il fuoco alla casa di Tazaemon, il capo villaggio alleato di Saibei, che risponde devastando la distilleria di Tokuemon. Si arriva quindi allo scontro aperto, con decine di morti.

Purtroppo, le macchinazioni di Sanjuro giungono presto alla fine; Unosuke scopre infatti il suo doppiogioco. Catturato, Sanjuro viene torturato perché riveli cosa ne è stato di Nui, ma riesce a fuggire e a lasciare il paese con uno stratagemma e la collaborazione dell'oste e del bottaio, nascondendosi in un capanno nei pressi del cimitero. Mentre Sanjuro è convalescente, Ushitora sconfigge Saibei, sterminando tutta la sua famiglia, quindi, scoperta la complicità dell'oste con Sanjuro, lo fa catturare perché riveli dove si trovi il samurai.

Informato dal bottaio, Sanjuro torna al villaggio e fa strage di Ushitora e di tutti i suoi seguaci all'infuori di uno, il figlio di un contadino che all'inizio del film si era unito a Ushitora inseguendo un miraggio di ricchezza e che rimanda a casa rammentandogli di come sia molto meglio vivere a lungo anche se poveri.

Con la morte dei due capi la pace nel villaggio è ristabilita, e mentre la comunità torna alla vita Sanjuro riprende il suo viaggio in cerca di nuove sfide.

La_sfida_del_samurai

Interpreti e personaggi.

Toshirô Mifune: Sanjuro Kuwabatake
Tatsuya Nakadai: Unosuke
Yôko Tsukasa: Nui
Isuzu Yamada: Orin
Daisuke Katô: Inokichi
Seizaburô Kawazu: Seibei
Takashi Shimura: Tokuemon
Hiroshi Tachikawa: Yoichiro
Yosuke Natsuki: figlio di Kohei
Eijirō Tōno: Gonji, proprietario della taverna
Kamatari Fujiwara: Tazaemon
Ikio Sawamura: Hansuke

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