Il vento che accarezza l'erba (The Wind That Shakes the Barley) è un film drammatico del 2006 diretto dal regista inglese Ken Loach, vin...

Il vento che accarezza l'erba (The Wind That Shakes the Barley) è un film drammatico del 2006 diretto dal regista inglese Ken Loach, vincitore della Palma d'oro al 59º Festival di Cannes.

Il film è ambientato in Irlanda durante la guerra d'indipendenza irlandese (1919-1921) e la conseguente guerra civile (1922-1923).

Il titolo originale The Wind That Shakes The Barley ("il vento che scuote l'orzo") si riferisce ad un verso di una canzone del XIX secolo di Robert Dwyer Joyce.

Il film è stato girato a Cúil Aodha nella contea irlandese di Cork.

The Wind That Shakes the Barley

Trama.

Damien O'Donovan è un giovane medico in procinto di lasciare l'Irlanda per lavorare in un ospedale di Londra. Suo fratello Teddy comanda la locale colonna dell'Irish Republican Army. Durante un controllo dell'esercito britannico, Damien è testimone del pestaggio mortale ai danni del suo amico Micheál Ó Súilleabháin. I suoi amici, alla luce dei fatti avvenuti, cercano di convincere invano Damien a rimanere in Irlanda e lottare per l'indipendenza, ma Damien resta convinto che sconfiggere l'esercito inglese è impossibile, soprattutto per l'inferiorità numerica dell'IRA.

Mentre attende il treno per partire verso Londra assiste ad un sopruso da parte degli inglesi che lo convincerà a restare e a combattere per l'indipendenza. Damien si unisce ai rivoltosi e all'IRA nella brigata comandata dal fratello Teddy, che organizza una rappresaglia per vendicare l'omicidio di Micheál. Il raid consiste nell'assaltare la locale caserma irlandese per recuperare alcune pistole, che vengono usate per uccidere quattro britannici ausiliari all'interno della caserma.

In seguito un proprietario terriero anglo-irlandese, Sir John Hamilton, costringe uno dei suoi servi, il membro dell'IRA Chris Reilly, a rivelare informazioni importanti sui rivoltosi all'intelligence inglese. Di conseguenza l'intera brigata di Damien è fatta prigioniera. Nella cella in cui sono rinchiusi, Damien incontra il macchinista del treno che avrebbe dovuto prendere per trasferirsi a Londra, Dan, che scopre essere un sindacalista che condivide le idee marxiste di Damien.

Intanto gli ufficiali inglesi interrogano Teddy, torturandolo nella speranza di ottenere altre informazioni, arrivando persino a strappargli le unghie delle mani con una pinza. Più tardi Johnny Gogan, un soldato scozzese di origini irlandesi dell'esercito inglese, aiuta i ribelli catturati a fuggire. Mentre Teddy è ancora convalescente per le torture subite, Damien assume temporaneamente il controllo della brigata del fratello. Catturano per vendetta Sir John Hamilton e Chris, il traditore che li aveva venduti all'esercito inglese.

Damien chiede agli inglesi, in cambio della liberazione di Sir John Hamilton, la liberazione di tre prigionieri dell'Irish Republican Army. Ma gli inglesi uccidono i rivoltosi e Damien e la sua brigata ricevono l'ordine di uccidere gli ostaggi. Nonostante la forte amicizia con Chris, Damien esegue gli ordini e uccide l'amico e Sir John Hamilton. Più tardi, Damien confessa alla sua migliore amica Sinéad Sullivan, corriere dell'Irish Republican Army, di vergognarsi di affrontare la madre di Chris per riferirle della scomparsa del figlio.

La rivolta prosegue e Teddy riprende il controllo della brigata, che assalta un convoglio armato della divisione ausiliaria inglese. L'esercito inglese risponde dando fuoco alla casa di Sinéad. Damien osserva da lontano, insieme al resto della brigata, Sinéad e la sua famiglia tenuti sotto tiro. Sebbene egli voglia intervenire per salvare l'amica e la sua famiglia, ma Teddy lo invita a restare fermo a causa della superiorità numerica dei soldati inglesi. Più tardi Damien insieme alla brigata si impegnerà a ricostruire la casa di Sinéad e tenterà di confortare la fidanzata, uscita distrutta psicologicamente dalla rappresaglia inglese. Intanto giunge la notizia di un formale cessate il fuoco tra gli inglesi e l'IRA. Mentre il paese festeggia, Damien e Sinéad si appartano e si baciano. Quando vengono resi noti i termini del trattato anglo-irlandese, l'IRA si divide sull'opportunità o meno di accettare le condizioni del trattato, che concederebbe all'Irlanda solo un'indipendenza parziale e molto debole.

Anche all'interno della brigata di Damien si presentano due fronti interni: il primo, capeggiato da Teddy, sostiene che accettare il trattato porterà la pace, garantendo la possibilità di ulteriori miglioramenti in seguito; l'altro fronte, guidato da Damien e Dan, propone invece di proseguire la lotta per l'indipendenza assoluta, opponendosi al trattato. Damien e Dan sono, inoltre, a favore della collettivizzazione dell'industria e dell'agricoltura. Prevale comunque la linea favorevole al trattato di Teddy e i suoi amici. Perciò si forma il nuovo Stato Libero d'Irlanda e l'esercito repubblicano in uniforme sostituisce quello inglese. Damien e i suoi compagni si sentono traditi dall'esercito repubblicano e scoppia la guerra civile irlandese.

Damien, Dan e i loro compagni iniziano una guerriglia contro il nuovo esercito irlandese. I disordini si intensificano e Teddy teme che gli inglesi possano tornare in Irlanda se l'esercito irlandese non riuscirà a risolvere i problemi interni al Paese. Inizia dunque una rappresaglia verso i rivoltosi, anche nei confronti di Damien e i suoi compagni. Dan viene infatti ucciso e Damien stesso finisce arrestato durante un raid presso una caserma, dove si era recato insieme ai suoi compagni per rubare qualche fucile.

Damien, imprigionato nella stessa cella in cui era stato recluso la prima volta, viene condannato a morte. Teddy supplica il fratello di rivelargli il luogo in cui i suoi compagni nascondono le armi rubate, in modo tale da evitare la condanna a morte e tornare a casa. Ma Damien si rifiuta categoricamente di tradire i suoi compagni. Teddy lascia la cella in lacrime e, di fronte all'ostinazione del fratello, invita Damien a scrivere una lettera d'addio a Sinéad. In questa lettera Damien dichiara tutto il suo amore per lei, confessando che ha sempre avuto paura di ritrovarsi dentro a questa guerra e ora che ci è entrato non riesce ad uscirne se non con la morte.

All'alba, Damien sfila davanti al plotone di esecuzione. Teddy tenta un ultimo disperato tentativo di convincere il fratello a rivelargli il luogo in cui i suoi compagni tengono nascoste le armi, ma vanamente. Teddy si rassegna e si prepara a bendare Damien, ma questi si rifiuta. In lacrime Teddy ordina al plotone di procedere con l'esecuzione. I militari sparano e Damien si accascia a terra. Quel pomeriggio Teddy consegna la lettera di Damien a Sinéad. Infuriata e con il cuore spezzato Sinéad si scaglia contro Teddy e gli ordina di andarsene per sempre da casa sua. Mentre Teddy si allontana Sinéad cade a terra, invocando Damien.

Interpreti e personaggi.
Cillian Murphy: Damien O'Donovan
Padraic Delaney: Teddy
Liam Cunningham: Dan
Gerard Kearney: Donacha
William Ruane: Johnny Gogan
Orla Fitzgerald: Sinéad
Antony Byrne: The interrogator
Fiona Lawton: Lily
Martin Lucey: Congo
Mary Murphy: Bernadette
Aidan O'Hare: Steady Boy
Mary O'Riordan: Peggy
Myles Horgan: Rory
Keith Dunphy: Terence

Doppiatori italiani.
Loris Loddi: Damien O'Donovan
Christian Iansante: Teddy
Angelo Maggi: Dan
Valentina Carnelutti: Sinéad
Massimo Lodolo: The interrogator
Laura Boccanera: Lily
Fabrizio Pucci: Congo
Elettra Bisetti: Bernadette
Emiliano Coltorti: Steady Boy
Serena Michelotti: Peggy
Emiliano Reggente: Rory
Marco De Risi: Terence

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Necrofobia (Argentina – 2014) è un thriller psicologico che desta curiosità già dal titolo.  Il termine indica la paura dei cadaveri e del...

Necrofobia (Argentina – 2014) è un thriller psicologico che desta curiosità già dal titolo. 

Il termine indica la paura dei cadaveri e della morte, fobia che è trattata a 360° dal regista argentino Daniel De La Vega in questo suo intenso film.

 Necrofobia gode di un’ottima colonna sonora originale realizzata dal celebre compositore italiano Claudio Simonetti la cui musica si amalgama a un film tetro evidenziando ancor più il suo lato oscuro.

 Piazzato al centro della storia come uno dei suoi manichini ma animato da forti emozioni che lo trascinano in profonde crisi di identità al limite di ogni sopportazione, Luís Machín, il personaggio chiave del film, diventa specchio umano della necrofobia e riesce a coinvolgere emotivamente lo spettatore nel suo delirio.

Trama.

Il rumore di una macchina da cucire seguito dall’immagine di una stanza piena di manichini coperti da cellophane e avvolti dalla nebbia sono parte del mondo onirico di Dante, un uomo impegnato a realizzare l’abito che dovrà indossare al funerale del fratello gemello Tomas. 

Una musica tetra e asfissiante accompagna i semplici gesti del protagonista rendendoli sinistri, mentre le inquadrature cadono sui particolari di alcuni manichini e busti inquietanti che non solo hanno un uso sartoriale ma fungono anche da complemento d’arredo. Mentre indossa l’abito e si specchia circondato dai suoi fantocci usurati dal tempo, gli occhi lucidi di Machin svelano un animo sofferente. 

 Questa è l’introduzione del protagonista, un sarto, un uomo apparentemente normale e affranto dal dolore. A suggerire che si tratti di un personaggio ambiguo è sicuramente la sua immensa sartoria-casa, luogo sinistro e tetro popolato quasi esclusivamente da manichini e parti di essi. La sua personalità disturbata viene fuori nella sequenza nel cimitero, dove l’onnipresente senso di morte (amplificata dal funerale e dal cadavere del fratello nella bara durante la funzione religiosa) fa insorgere in lui la necrofobia che in seguito si manifesterà con una reazione incontrollabile. Rimasto solo tra lapidi e tombe di famiglia infatti, si lascia sopraffare dal panico. Col procedere della storia si ha una maggiore delineazione del personaggio principale che, grazie alla bravura di Luis Machin, diviene fulcro e pilastro del film.

In seguito al lutto, una serie di tristi eventi gravano su di lui come un macigno spingendolo in una lenta e inesorabile discesa nel baratro della follia, mentre un crescendo di tensione e di disperazione trovano il loro apice in un’altra location di morte. Dopo il cimitero sarà la volta anche dell’obitorio, luogo asfissiante dove la necrofobia non tarderà a manifestarsi. In questo intenso film funereo diretto dal bravissimo Daniel De La Vega, 
Leggi anche: Calvario più che un film è una opera riflessiva ed introspettiva.
Dante si aggira nelle viscere di questa storia malata come una marionetta guidata dalle mani di un destino crudele e funesto fino alla fine della storia. Il senso costante di morte che trasuda in questo film, si riflette anche in una fotografia (a cura di Mariano Suarez) altrettanto fredda, priva di colori e di vitalità, in perfetta sintonia con il tema trattato. Necrofobia è un film carico di emozioni che non dà spazio alla speranza ma solo a sensazioni devastanti e dolorose. E’ un’opera cinematografica carica di fascino ma anche di tanta tensione a causa del legame che viene a crearsi tra il protagonista e lo spettatore… quest’ultimo diventa quasi la spugna che assorbe il dolore e le negatività del personaggio principale. 

 Necrofobia è un film diverso, in continua trasformazione, la cui storia segue un percorso personale e abbraccia non solo la fobia della morte ma anche la follia in tutti i suoi stadi. Tra i chiari omaggi alla filmografia anni ’70 e ’80 (Torso, Tourist Trap, Maniac e anche film fulciani e argentiani) presenti in Necrofobia, è ben visibile l’impeccabile stile registico di Daniel De La Vega che ha già dato prova delle sue capacità in Jennifer’s Shadow. Alla solida regia si unisce un’impeccabile sceneggiatura (Daniel de la Vega, Nicanor Loreti e Germán Val) e la straordinaria e soprattutto impressionante interpretazione di Luís Machín nel ruolo di un personaggio indimenticabile.

 Nel cast, oltre a Luís Machín, anche Viviana Saccone, Hugo Aztar, Gerardo Romano, Raúl Taibo, Pablo e Ariel Juin, Fabiàn Forte. Della produzione si è occupato lo stesso regista Daniel De La Vega insieme a Néstor Sanchez Sotelo. Riuscite ed efficaci anche le sequenze più forti del film (amputazione di una mano, cadavere tagliuzzato con sforbiciate, gola tagliata con una sega), merito dell’effettista Alberto Jaceniuk e di Rebeca Martinez (Make up FX). Necrofobia rappresenta un dettagliato viaggio nelle fobie in cui è impossibile non perdersi.
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L'uomo che vide l'infinito (The Man Who Knew Infinity) è un film del 2015 scritto e diretto da Matt Brown. Basato sulla biografia ...

L'uomo che vide l'infinito (The Man Who Knew Infinity) è un film del 2015 scritto e diretto da Matt Brown.

Basato sulla biografia L'uomo che vide l'infinito - La vita breve di Srinivasa Ramanujan, genio della matematica scritta da Robert Kanigel nel 1991, il film racconta la storia vera di Srinivasa Ramanujan, un matematico che dopo essere cresciuto povero a Madras, in India, ottiene l'ammissione all'Università di Cambridge durante la prima guerra mondiale, dove diventa un pioniere nelle teorie matematiche sotto la guida del suo professore e mentore, G. H. Hardy.

Il film ha come protagonisti Dev Patel e Jeremy Irons. Il cast comprende anche Toby Jones, Stephen Fry, Jeremy Northam e Kevin McNally.

Trama.
India Coloniale 1912: il giovane matematico Ramanujan invia sue recenti scoperte al professore londinese G.H. Hardy, che è entusiasta e lo invita a studiare al Trinity College di Cambridge, nonostante Ramanujan debba affrontare la difficoltà della situazione familiare, con una madre troppo tradizionalista e la moglie fresca di nozze Janaki.

La figura del suo maestro rappresenta proprio quell'anello di congiunzione tra i due mondi. Hardy è infatti un personaggio non conforme alla società del tempo, è un pacifista e un uomo moderno, antiaccademico e, non a caso, molto amico di Bertrand Russel. 

Sarà lui infatti a proporre come fellow Ramanujan, cercando non solo di far apprezzare da tutti l'importanza del suo lavoro ma anche iniziare un processo che esorti il paese colonizzatore a guardare il colonizzato come un suo pari. 

Se con Hardy è facile costruire un rapporto egualitario che si trasformerà poi in una profonda amicizia, con il paese che lo sta ospitando Ramanujan deve faticare molto di più e servirsi di un tramite (un inglese) per farsi accettare. 

Leggi anche: 12 anni schiavo è un film sconvolgente, commovente e raccapricciante.
Il processo raccontato in questo film cela un sottotesto che rimanda al discorso coloniale ma lo accenna solo in parte e lo fa nel momento in cui si sofferma sugli sguardi e gli atteggiamenti avversi che gli inglesi rivolgono verso lo straniero. Ramanujan viene deriso per i propri abiti, chiamato straccione, picchiato da soldati dell'esercito, diventando il "diverso" su cui sfogarsi, nella cornice di un Paese distrutto e messo in ginocchio dalla guerra.

Le riprese del film sono iniziate ad agosto 2014 al Trinity College (Cambridge). Inizialmente l'attore R. Madhavan era stato selezionato per interpretare il ruolo di protagonista, ma i produttori alla fine hanno deciso per un attore maggiormente conosciuto a livello internazionale.

I matematici Manjul Bhargava e Ken Ono figurano tra i produttori associati del film.

Il film è stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival 2015. Successivamente è stato presentato in altri festival cinematografici internazionali, tra cui il Tribeca Film Festival. È stato distribuito nel Regno Unito l'8 aprile 2016. In Italia è stato distribuito il 9 giugno 2016.

Interpreti e personaggi.
Dev Patel: Srinivasa Ramanujan
Jeremy Irons: G. H. Hardy
Toby Jones: John Edensor Littlewood
Stephen Fry: Sir Francis Spring
Jeremy Northam: Bertrand Russell
Devika Bhise: Janaki
Arundhati Nag: Komalatammal
Kevin McNally: Percy Alexander MacMahon
Richard Johnson: Henry Jackson
Anthony Calf: Robert Alfred Herman
Enzo Cilenti: dottore
Shazad Latif: Chandra Mahalanobis

Doppiatori italiani.
Flavio Aquilone: Srinivasa Ramanujan
Mario Cordova: G. H. Hardy
Marco Mete: John Edensor Littlewood
Roberto Chevalier: Bertrand Russell
Laura Facchin: Janaki
Barbara Castracane: Komalattamal
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